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sinagòga

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Lessico

sf. [sec. XIII; dal latino ecclesiastico synagōga, dal greco synagōge, adunata, riunione]. 1) Luogo di riunione e di culto ebraico. 2) Per estensione, gli Israeliti nel loro complesso, l'ebraismo. Più comunemente, tempio adibito al culto religioso ebraico.

Religione: le funzioni della sinagoga

Sembra che il popolo ebreo abbia introdotto le sinagoghe come normali luoghi di riunione durante l'esilio di Babilonia, quando, disperso, non poteva più riunirsi nel tempio. Ai tempi di Gesù la sinagoga era ormai un'istituzione acquisita ed è rimasta un aspetto caratteristico dell'ebraismo fino a oggi. Il rito della sinagoga, diversamente da quello del tempio, non era sacrificale. Consisteva principalmente di letture della Legge e, in misura minore, dei profeti, accompagnate da preghiere, canti e qualche volta da un sermone. I sacri rotoli della Scrittura erano conservati in uno spazio chiuso da una tenda, detto il Santo. La sinagoga era diretta, nei luoghi di popolazione ebrea, dall'autorità civile giudaica. Negli altri luoghi ne era a capo un collegio, originariamente composto da tre membri maschi. Oggi la sinagoga risponde ancora alle esigenze per cui era stata istituita: raccogliere in un unico luogo sacro le comunità ebraiche sparse nelle varie località del mondo intero. Il nucleo centrale del rito sabbatico nella sinagoga è tuttora costituito dalla lettura della Bibbia, che è affidata per tradizione ai benefattori della sinagoga; vi è un servizio religioso al mattino e un altro nel pomeriggio del sabato. Il rabbino spiega il testo della lettura. Molto spesso la lettura è accompagnata da canti, che, anche se non direttamente religiosi, sono impregnati di spirito religioso: eccellono in questo campo i canti di provenienza russa o polacca. Oggi vi è tuttavia la tendenza a far rivivere l'antico canto ebraico. Il cantore di solito è scelto fra i migliori cantanti ebrei del teatro lirico.

Architettura

Le più antiche sinagoghe superstiti, sia in Palestina sia nell'area della diaspora, sono quasi tutte dei sec. III e IV d. C. L'edificio si ispirava per lo più alla basilica ellenistico-romana, con pianta rettangolare a tre navate (sinagoga di Cafarnao); un altro tipo di sinagoga, che ripete la pianta basilicale cristiana, si affermò a partire dal sec. V d. C. con edifici spesso caratterizzati dalla decorazione a mosaici figurati e geometrici (Beta, Alfa, Gerasa, Hammat-Tiberiade, ecc.). Sia nelle sinagoghe più antiche sia in quelle di epoche successive l'asse principale è sempre orientato in direzione di Gerusalemme e la parete che guarda verso la città santa ha particolare risalto. Nel Medioevo sorsero numerose sinagoghe sia nel mondo islamico (Toledo) sia in quello cristiano (Worms, Cracovia, ecc.), rispecchiando i caratteri dell'architettura contemporanea, soprattutto di quella civile, come nel caso delle sinagoghe a pianta quadrata costruite in Lituania, Polonia e Ucraina. Anche nei secoli successivi le sinagoghe subirono sempre, sotto il profilo formale, l'influsso dei Paesi che le ospitavano. Attualmente prevale la tendenza a inserirle in complessi dotati anche di scuole, biblioteche, uffici, ecc. (sinagoga di Beth Sholem a Filadelfia, su progetto di F. L. Wright).

Bibliografia

K. Galling, Synagoge, in “Die Religion in Geschichte und Gegenwart”, vol. VI, Tubinga, 1962; U. Fortis, Ebrei e sinagoghe, Venezia, 1983.

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