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slum

s. inglese usato in italiano come sm. Area urbana sovraffollata, fitta di residenze miserevoli e malsane, degradata, priva di servizi e di verde. Gli slum sorsero in gran numero nei sec. XVIII e XIX, durante lo sviluppo di città industriali, soprattutto in Gran Bretagna (per esempio a Manchester). Un obiettivo della pianificazione urbana è il risanamento di queste aree col raggiungimento di accettabili condizioni di vita e di una minore densità abitativa: ciò comporta spesso una politica di dispersione del tessuto sociale. Nell'ultimo secolo, in conseguenza a forti processi di urbanizzazione di alcune grosse città in Paesi mediamente poveri (Nairobi in Kenya, Calcutta in India, Caracas nel Venezuela), gli slum si sono moltiplicati ai margini dei centri abitati veri e propri, come vere e proprie baraccopoli: abitazioni in paglia e plastica senza finestre, né fonti di acqua pulita. Talvolta le case consistono solo di un telone steso per terra coperto da un altro telone sospeso su quattro bastoni. Le problematiche relative a queste zone di miseria assoluta sono facilmente immaginabili: sovrappopolazione, insufficienza alimentare, mancanza di strutture di igiene, disoccupazione o sottoccupazione, lavoro infantile, ignoranza e analfabetismo, mancanza di strutture sanitari e in parallelo malattie contagiose e da privazione, alcoolismo, ruberie, prostituzione, sfruttamento e violenze su donne e bambini, miseria e accattonaggio.

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