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sobbórgo

sm. (pl. -ghi) [sec. XIII; da so-+borgo, sul modello del lat. suburbíum, suburbio]. Espansione dell'aggregato urbano, di cui costituisce una propaggine, lungo particolari direttrici (per esempio strade di traffico). I sobborghi hanno forme diverse in funzione della loro età, della localizzazione rispetto alla zona centrale, del contesto culturale in cui si sviluppano ecc. I vecchi sobborghi risalgono al periodo che precede la seconda guerra mondiale e sono situati in genere nei pressi della zona centrale (comunità suburbana entro la cintura verde di Londra; Brooklyn e Bronx a New York) con abitazioni uni- e multifamiliari, presentano pochissime aree vuote e tendenziale decremento di popolazione. I sobborghi più nuovi, sviluppatisi dopo la seconda guerra mondiale prevalentemente nelle città industriali, come residenza dei ceti medi, presentano densità più basse (per effetto della diffusione di massa dell'auto), alto reddito, maggiore disponibilità di terreno, prevalenza di abitazioni unifamiliari. A differenza dei sobborghi, le comunità suburbane sviluppatesi come insediamenti autonomi e in seguito inglobate nella crescita di un'area metropolitana tendono, come le zone centrali stesse, ad avere una presenza di attività commerciali, industriali e istituzionali più ampia di quelle sviluppatesi come parti di un più vasto complesso urbano. Riguardo alla crescita suburbana, è da notare come essa risulti dipendente dai fenomeni di controurbanizzazione riguardanti le aree centrali.

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