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spondilìte

sf. [sec. XIX; da spondilo+ -ite]. Infezione localizzata alla colonna vertebrale dovuta nella maggior parte dei casi a germi piogeni, in particolare a stafilococchi. Si manifesta con dolore irradiato al tronco, all'addome e agli arti, a causa del coinvolgimento di nervi presenti in queste sedi. Si ha inoltre rigidità della colonna per la contrazione dei muscoli paravertebrali che il soggetto attua involontariamente per ridurre il dolore: invitando il paziente a raccogliere un oggetto da terra, questi piegherà le gambe anziché flettere la colonna. La forma tubercolare, detta anche morbo di Pott, è caratterizzata inoltre dalla comparsa di gibbo, a causa dello schiacciamento dei corpi vertebrali, dalla presenza di ascessi freddi e da disturbi di nervi periferici fino alla paralisi. Esistono diversi tipi di spondilite: laspondilite deformante, che causa deformazione della colonna vertebrale, la spondilite ipertrofica, caratterizzata da un ingrossamento delle vertebre e dalla deposizione di nuovo tessuto osseo su di esse, e infine la spondilite anchilosante, una rara malattia caratterizzata dall'infiammazione della colonna vertebrale, che può coinvolgere anche altre articolazioni; la spondilite anchilosante, legata a fattori ereditari e ambientali, può presentarsi sia in forme blande sia in forme molto gravi, portando, talvolta, all'anchilosi.

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