Questo sito contribuisce alla audience di

stèle

Guarda l'indice

Lessico

(raro stèla), sf. (pl. -e; raro -i) [sec. XIX; dal greco stelē, affine a stéllein, collocare].

1) Lastra in pietra o marmorea a sviluppo verticale a scopo commemorativo o più comunemente funerario, su cui sono incisi od ottenuti in rilievo raffigurazioni antropomorfe, a volte molto stilizzate, motivi geometrici spiraliformi o meandriformi, testi epigrafici.

2) In botanica, porzione centrale del fusto o della radice, detta anche cilindro centrale, delimitata esternamente dal periciclo e contenente gli elementi vascolari del legno e del libro accompagnati da parenchimi e fibre. I vari tipi di stele si distinguono in base alla distribuzione del legno e del libro e in base all'evoluzione filogenetica della struttura: il tipo più primitivo è la protostele, costituita da un robusto cilindro di tessuto conduttore (con floema che circonda lo xilema o è a esso intercalato), mentre più evoluta è la sifonostele, in cui al centro compare un parenchima midollare circondato da tessuto conduttore (con floema che si forma esternamente allo xilema o ai lati di esso). Tipi principali di sifonostele sono l'eustele e l'atassostele.

Preistoria

In genere si ritiene si tratti di cippi sepolcrali o idoli o statue raffiguranti autorità tribali o defunti eroicizzati; talune, caratterizzate dalla presenza di attributi femminili, sono da interpretarsi come simboli della fecondità muliebre. I rinvenimenti provengono da zone varie d'Europa, dall'Irlanda, in cui sono famose le stele di New Grange e di Clear Island, alla Bretagna, in cui è nota la stele di Gavrinis, alla Svizzera, i cui recenti rinvenimenti di Sion hanno messo in luce numerosi reperti del genere. Numerose sono anche le stele provenienti dal territorio italiano la cui attribuzione cronologica è però il più delle volte affidata all'esame delle caratteristiche tipologiche e abbraccia un arco di tempo che dal tardo Neolitico si spinge all'avanzata Età del Ferro. Meritano menzione le stele figurate e iscritte dell'area picena, quelle felsinee dell'area villanoviana, quella di Castelletto Ticino dell'area della cultura di Golasecca, quelle altoatesine di Lagundo, Santa Verena e Termeno, quelle a decorazione geometrica di Aosta, quelle daune rinvenute nella zona garganica, quelle della Valcamonica e della Valtellina e, soprattutto, il gruppo delle numerose stele della Lunigiana; più povere di caratteri antropomorfi e perciò più vicine ai semplici menhir possono dirsi infine talune stele della Sardegna provenienti in parte da ipogei.

Arte

La stele ebbe larga diffusione in tutte le civiltà antiche, anzitutto in Egitto (dove predominò inizialmente il tipo rettangolare, poi quello con cimasa arcuata, con figurazioni nella lunetta e testo nella parte sottostante) e in Mesopotamia (stele celebrative della potenza dei re; stele col codice di Hammurabi) in numerose varianti. Le prime stele di Micene presentano scene venatorie alternate a motivi geometrici; a queste fanno seguito quelle greche, soprattutto dei sec. VI e V a. C., dalla chiara struttura architettonica e dal notevole valore artistico; quelle attiche, talora grandiose, sono spesso sormontate da sfingi. Una certa complessità di elementi architettonici e di figurazioni, talora dipinte, caratterizza le stele ellenistiche. In Etruria (stele di Aule Pheluske da Vetulonia) e soprattutto nel mondo romano la tipologia appare molto varia e con specifiche annotazioni locali (stele a più ordini di ritratti tipiche del litorale adriatico e della Valle Padana; stele aniconiche del Piemonte; complessità di forme nell'Africa settentrionale). Frequenti nel mondo musulmano le stele funerarie, di estrema semplicità, consistenti per lo più in lastre di pietra o di marmo col nome del defunto, le date di nascita e di morte, qualche iscrizione coranica o commemorativa e un disegno inciso rappresentante una lampada votiva, un mihrab, una moschea. Dall'Anatolia selgiuchide proviene tuttavia un gruppo di stele funerarie, databili forse alla prima metà del sec. XIII, che presentano su ambo i lati rilievi figurativi di estremo interesse (animali fantastici, segni zodiacali, cavalieri in lotta ecc.). La stele è un monumento caratteristico anche di tutta l'area mesoamericana. L'uso olmeco di erigere grandi stele di pietra scolpite e datate si diffuse infatti a sud lungo la costa fino ai Maya del Guatemala settentrionale e nell'Honduras e, attraverso gli Zapotechi, nel Chiapas (Messico) e lungo le coste guatemalteche dell'Oceano Pacifico. Le stele, per lo più a forma di parallelepipedo, sono coperte di rilievi tutt'intorno o su uno o due lati; spesso ai piedi delle stele vi sono fosse con doni votivi.