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tàra¹

sf. [sec. XIV; dall'arabo ṭarḥ, detrazione].

1) Ciò che si deve detrarre dal peso lordo per avere il peso netto (generalmente è il peso dell'imballaggio o dell'involucro che accompagna la merce). La tara può essere reale, indicante il peso effettivo dell'imballaggio che contiene la merce; convenzionale o d'uso, se determinata in base a consuetudini, allo scopo di evitare la pesatura della merce. In tal caso può essere: fissa, se determinata in base a un certo peso per unità, o percentuale in base a una percentuale del peso lordo. La tara può essere legale, stabilita cioè da apposite disposizioni. Si parla anche di tara media (quando in presenza di vari tipi di imballaggio si attribuisce un peso medio a ciascun collo) e di tara ufficiale (per esempio per le tariffe doganali).

2) Ant., riduzione di un conto, defalco, sconto.

3) Fig., fare la tara a qualche cosa, fare qualche riserva su un racconto, un'affermazione, una notizia e sim., cui non si può prestare fede interamente perché si ritengono esagerati rispetto al vero: devi sempre fare la tara su quello che ti dice.

4) In fisica, corpo utilizzato per equilibrare una massa posta su un piatto di una bilancia di precisione. Per la pesata con il metodo della tara, v. bilancia.

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