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tabe

sf. [sec. XVII; dal latino tabes, da tabēre, liquefarsi, imputridire].

1) Lett., materia putrida, marcia, pus. Anche decomposizione, consunzione.

2) Sindrome caratterizzata da atrofia, grave deperimento, disgregazione di un tessuto o di un organo. La più imponente è la tabe dorsale che consegue all'infezione sifilitica, dopo un intervallo di 5-15 anni, e rappresenta una delle manifestazioni più importanti del periodo terziario. La malattia, che colpisce il midollo spinale, provoca lesioni infiammatorie che si sviluppano nei nervi radicolari (nevrite radicolare trasversa), producono la distruzione progressiva delle radici posteriori e provocano la sclerosi dei cordoni posteriori. La sintomatologia è estremamente varia e può comprendere dolorosi fenomeni di irritazione sensitiva, gravi disturbi della coordinazione dei movimenti, ipotonia, paresi.

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