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talco

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Lessico

Sm. (pl. -chi) [sec. XVI; dall'arabo talaq].

1) Minerale, silicato di magnesio, di formula Mg₃[(OH)₂Si4O₁0], cristallizzato nel sistema monoclino.

2) Nell'uso comune, il borotalco.

Mineralogia

Nella composizione chimica del talco possono essere presenti talora alluminio e titanio e anche ferro bivalente o manganese, che sostituiscono in parte, rispettivamente, il silicio e il magnesio. Il talco si presenta solitamente in aggregati formati da squame o lamelle, di colore giallognolo o verdognolo, tenerissime (è il primo termine della scala di Mohs), flessibili ma non elastiche e facilmente sfaldabili. Più compatta e dura è la steatite o pietra saponaria, varietà di talco grigio-verdognola, untuosa al tatto e costituita da squamette fittamente intrecciate. Il talco è un minerale di origine metamorfica e si forma per alterazione e idratazione di rocce magnesiche o di silicati magnesiaci come olivinatremolite e actinolite. Si trova pertanto in lenti e concentrazioni di rocce verdi femiche metamorfiche, come serpentine, cloritoscisti, talcoscisti; si può anche trovare entro rocce calcareo-dolomitiche dove si è formato per metasomatosi e per metamorfismo di contatto. Il talco trova molte applicazioni: viene utilizzato nell'industria dei coloranti, della gomma, dei refrattari, dei saponi, della carta, in cosmetica e in farmaceutica; la steatite, in particolare, è usata per gessetti. I principali giacimenti di talco si trovano negli USA lungo la catena degli Appalachi e in Giappone, Cina, ex URSS, India, Francia, Norvegia e Austria; notevoli sono anche i giacimenti italiani, specie quelli della Val Chisone, della Val Pellice e della Val Germanasca in Piemonte, della Val Malenco e della Val Lanterna in Lombardia, dell'Appennino Parmense e di Orani in Sardegna.

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