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topogràfico

agg. (pl. m. -ci) [sec. XVIII; da topografia].

1) Relativo alla topografia: strumenti topografici; ottenuto con metodi di rilievo impiegati nella topografia: rilievo topografico.

2) Campo topografico, superficie piana avente un raggio di circa 15 km, tangente in un punto O origine del sistema cartesiano di riferimento e appartenente alla superficie sferica o ellissoidica, utilizzato in topografia per impiegare, nei calcoli necessari alla determinazione planimetrica di punti compresi nell'intorno di O, le relazioni della trigonometria piana al posto di quella sferica ed ellissoidica, rimanendo nell'approssimazione del milionesimo prefissata (1 mm per km).

3) Riduzione topografica nelle misure della gravità osservata, operazione che consente di tener conto delle irregolarità visibili della superficie effettiva della Terra. In prima approssimazione la riduzione topografica consiste nel togliere l'attrazione negativa delle masse poste a quote più elevate della stazione e nell'aggiungere quella positiva delle masse poste a quota inferiore: ne consegue che la riduzione topografica è sempre positiva ed è tanto più complessa quanto più tormentata risulta essere la morfologia del terreno; non esiste un metodo semplice che consenta di determinarla globalmente. Infatti prima si calcola la riduzione dovuta a una piastra cilindrica di densità uniforme e di altezza uguale alla quota della stazione (detta riduzione per la piastra o riduzione di Bouguer) e dopo si calcola la correzione che tiene conto delle masse che emergono dalla piastra e di quelle che mancano, considerando anche la minor densità dovuta ai mari (detta riduzione alla piastra o termine di Bouguer). La somma dei due parametri è detta riduzione topografica.

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