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tràppola

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Lessico

sf. [sec. XIV; dal francone trappa].

1) Dispositivo per la cattura di animali selvatici; comunemente, quello per la cattura dei topi: trappola da (o per) topi. Le trappole sono attualmente usate per la cattura di animali da pelliccia per evitare loro ferite che danneggerebbero il pelo; per questo tipo di caccia vengono usate reti diverse secondo gli animali che si vogliono catturare; speciali trappole vengono usate per la cattura di animali destinati ai giardini zoologici e ai circhi.

2) Fig., insidia, agguato, tranello: tendere una trappola a qualcuno; cadere in trappola, lasciarsi imbrogliare, ingannare, irretire; il ladro è caduto in trappola, è stato arrestato.

3) Familiarmente, fandonia, frottola.

4) Scherzosamente, di macchina od oggetto che si rivela poco funzionale o inefficiente: quest'auto è una vera trappola!

5) In radiotecnica, speciale circuito risonante atto a bloccare il passaggio di segnali a radiofrequenza indesiderati nei circuiti degli apparati radio.

6) Ordigno esplosivo contenuto in un oggetto di uso comune o collegato a porte, finestre o mobili e destinato soprattutto a colpire la popolazione civile. Un esempio tipico sono gli accendini e le penne esplosive, che possono essere lanciati dagli aerei.

7) Nell'attrezzatura navale, fanale portatile per segnalazioni, munito di un limitato settore ottico, così da dover essere ben orientato verso chi deve ricevere i segnali.

8) Trappola petrolifera, disposizione degli strati, o di un qualsiasi corpo geologico, tale da favorire la concentrazione e l'accumulo del petrolio; la formazione dei giacimenti petroliferi è quindi dovuta alla presenza di trappole.

Etnologia

Le trappole sono di uso assai antico, precedente quello di armi quali l'arco e di arnesi per la caccia e la pesca quali le reti (che possono essere impiegate, oggi, per la costruzione di trappole). Le trappole più semplici, e forse le più antiche, sono quelle a fossa e a peso: le prime sono formate da una buca di dimensioni idonee coperta da ramaglie e posta lungo le piste battute dagli animali (nel suo fondo può essere posto un palo aguzzo per trafiggere l'animale che cade nella fossa); nelle seconde, un peso (travi, massi ecc.) viene celato in bilico presso la tana o lungo il passaggio degli animali selvatici che, urtandolo, ne rimangono colpiti. Basate su principi diversi sono le trappole a laccio: questo può essere teso fra rami o lungo piste, oppure può essere collegato a un ramo elastico mantenuto in flessione o a una molla ad arco; l'animale, entrando nel cappio, tende il laccio che imprigiona la preda.

Geologia

Le trappole si dicono stratigrafiche quando le strutture rocciose che le costituiscono, in questo caso nella quasi totalità rappresentate da rocce sedimentarie, manifestano facies impermeabili rispetto alla roccia serbatoio o per eteropia o per discordanza stratigrafica. Se la loro formazione è avvenuta nel corso della sedimentazione o della diagenesi della roccia serbatoio si dicono primarie, se successivamente, secondarie. Le trappole si dicono strutturali o tettoniche quando l'accumulo del petrolio è dovuto alla presenza di particolari strutture tettoniche favorevoli; si possono distinguere tre tipi fondamentali, le trappole per piega, di cui fa parte la trappola strutturale nota da maggior tempo, la piega anticlinale, naturalmente se costituita da strati impermeabili, la trappola per faglia e la trappola per fratturazione tettonica, associate per lo più a diapiri. Le trappole risultanti dalla combinazione di caratteri stratigrafici e tettonici si dicono miste o combinate.

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