burst

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s. inglese (propr., scoppio) usato in italiano come sm.

1) In astronomia, con il termine o radioburst si intende un transiente in radiofrequenza emesso da regioni circoscritte della superficie solare. I radioburst, emessi di norma nella gamma delle onde metriche, vengono solitamente distinti nei tipi I, II, III, IV, V a seconda delle caratteristiche di durata, d'intensità e di forma degli impulsi. Il tipo I è il meno associato ai brillamenticromosferici e si presenta con frequenti picchi di alcuni secondi di durata. Il tipo II accompagna, invece, le eruzioni più intense, ed è associato a emissione X: le sue durate raggiungono i 30 minuti. Questo genere di radiorumore può essere seguito da dei tipi successivi, a causa delle oscillazioni impresse al plasma coronale del Sole da parte degli sciami di particelle accelerate nel corso del fenomeno eruttivo. Di tipo completamente diverso sono i gamma , o impulsi gamma, improvvisi scoppi di enormi quantità di energia nella banda dei raggi gamma, provenienti da ogni parte del cielo.

2) In radiotecnica, è detto meteorico l'aumento temporaneo dell'intensità di un segnale compreso nella banda delle onde metriche, che si manifesta quando l'onda viene riflessa dalla scia ionizzata prodotta dal passaggio di una meteora.

3) Nella televisione a colori viene talvolta denominato il segnale di sincronismo del colore.

4) In trasmissione dati, indica l'emissione di un messaggio durante la fase di attività di una sorgente con funzionamento discontinuo ( transmission, trasmissione intermittente). È usato anche per indicare la presenza di un gruppo di bit errati ( error, errore a raffica) causati da un disturbo prolungato sul canale di comunicazione.

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