torèutica

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sf. [sec. XVIII; dal latino toreutíce, dal greco toreutike (téchnē), (arte) di cesellare, da toréuō, intagliare, cesellare]. Arte di lavorare il metallo (soprattutto rame, bronzo, argento, oro) mediante svariati procedimenti: a cesello, a sbalzo, a bulino. § Praticata fin dalle più remote civiltà, la toreutica nel terzo millennio era già in pieno sviluppo, applicata all'oro, in Egitto e in Mesopotamia (tombe di Ur), come pure in Cina dalla fine del secondo millennio (bronzi sacrificali, ornamenti ecc.). Nella civiltà micenea la toreutica appare molto ricca ed elaborata (tesori di Micene, tazze di Vafiò in Laconia), mentre nella Grecia arcaica è documentata soprattutto da lebeti bronzei con decorazione ispirata al mondo orientale. In epoca classica la produzione del vasellame bronzeo e argenteo si ebbe soprattutto a Reggio e a Taranto, specie nel sec. VI a. C. (idria di Napoli; cratere di Vix, tripode di Metaponto), nella Grecia settentrionale e sulle coste del Mar Nero (Olbia, sec. VI-V; tesori scitici, sec. IV). Il mondo etrusco ha lasciato varie e notevoli testimonianze della lavorazione del bronzo (vasi configurati, candelabri, specchi ecc.) e dell'oro (tombe Barberini e Bernardini) dall'età orientalizzante all'epoca ellenistica. Il periodo ellenistico vide un enorme sviluppo del vasellame metallico, specialmente argenteo, decorato a rilievo, e tale fioritura continuò in epoca romana. Le documentazioni maggiori sono di età romana: tesori della Casa del Menandro di Pompei (Napoli, Museo Nazionale), di Boscoreale (Parigi, Louvre), di Hildesheim (Roemer-Pelizaeus Museum), di Bernay (Parigi, Bibliothèque Nationale). Tra gli oggetti d'oro vanno ricordati anche i medaglioni tessali e i gioielli (Atene, Museo Benaki) e i vasi di Panagjuriste in Bulgaria del sec. IV a. C. L'età imperiale romana ha lasciato numerose testimonianze, tra cui non mancano autentici capolavori come la patera di Parabiago (Milano) e i piatti di largizione.

Bibliografia

F. Volbach, Untersuchungen zur Toreutik des 2. und 1. Jahrhunderts v. Chr., Kallmünz, 1959; D. E. Strong, Greek and Roman Gold and Silver Plates, Glasgow, 1966; Autori Vari, Gioielli e ornamenti. Dagli Egizi all'alto Medioevo, Arezzo, 1988; A. Giuliano, I cammei della collezione medicea del Museo Archeologico di Firenze, Roma, 1989; N. D'Antonio, L'arte orafa, Vicenza, 1991.

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