Sergio Mattarella: ritratto di un Presidente

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Tutto quello che c'è da sapere su Sergio Mattarella, dodicesimo Presidente della Repubblica italiana.

Sergio Mattarella, dodicesimo presidente della Repubblica Italiana dopo Enrico De Nicola, Luigi Einaudi, Giovanni Gronchi, Antonio Segni, Giuseppe Saragat, Giovanni Leone, Sandro Pertini, Francesco Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro, Carlo Azeglio Ciampi, Giorgio Napolitano. Un capo di Stato low profile, almeno inizialmente, che però poi ha cambiato molto la sua immagine nel corso del suo settennato. Il 31 gennaio 2022 finisce il suo mandato: ecco un suo ritratto.

L'infanzia a Palermo

Quarto figlio di Bernardo, politico democristiano cinque volte ministro tra gli Anni ‘50 e ‘60,  Sergio Mattarella nasce a Palermo il 23 luglio 1941. Da ragazzo si trasferisce a Roma a seguito del padre: nella Capitale, dove si diploma al liceo classico, milita le file del Movimento Studenti della Gioventù Maschile di Azione Cattolica. 

La laurea in giurisprudenza e la carriera universitaria

Dopo la maturità classica, Mattarella si iscrive all’Università La Sapienza, dove studia Giurisprudenza. Si laurea nel 1964, con lode, discutendo la tesi "La funzione dell'indirizzo politico". Iscritto all’albo degli avvocati, inizia a esercitare in uno studio legale di Palermo, intraprendendo allo stesso tempo la carriera accademica: prima assistente di diritto costituzionale e poi professore di diritto parlamentare, insegna fino al 1983, anno in cui viene eletto in Parlamento.

L'assassinio del fratello Piersanti, vittima di mafia

Uno dei fratelli di Sergio Mattarella era Piersanti, presidente della Regione Sicilia assassinato da Cosa nostra il 6 gennaio 1980. Per il suo omicidio vengono condannati all’ergastolo i boss mafiosi Salvatore Riina, Michele Greco, Bernardo Brusca, Bernardo Provenzano, Giuseppe Calò, Francesco Madonia e Nenè Geraci, mentre gli esecutori materiali non saranno mai individuati con certezza.

La carriera politica

Vicino per tradizione familiare alla componente di sinistra (la cosiddetta “corrente morotea”) della Democrazia Cristiana, Mattarella aumenta progressivamente l’impegno politico dopo la morte di Piersanti.

Gli incarichi come ministro e deputato tra il 1983 e il 2008

Alle elezioni politiche del giugno 1983, Mattarella viene eletto alla Camera nella circoscrizione della Sicilia occidentale: sarà deputato fino al 2008, prima per la Democrazia Cristiana, poi per il Partito Popolare Italiano, La Margherita e il Partito Democratico. Ricopre tre volte l’incarico di ministro: per i rapporti con il Parlamento (1987-1989), della pubblica istruzione (1989-1990), della difesa (1999-2001). Durante il governo D’Alema I, tra il 1998 e il 1999, è inoltre vicepresidente del Consiglio.

Il Mattarellum

Nel 1993 è  relatore delle leggi di riforma del sistema elettorale della Camera e del Senato: la legge, ribattezzata “Mattarellum” dal politologo Giovanni Sartori, prevede che il 75% dei seggi sia da assegnare con il sistema maggioritario uninominale e il 25% con il proporzionale. Regolerà le elezioni politiche del 1994, del 1996 e del 2001.

L'elezione come Presidente della Repubblica nel 2015

Giudice della Corte Costituzionale dal 2011, Sergio Mattarella viene eletto Presidente della Repubblica il 31 gennaio 2015, con 665 voti. Saranno in tutto quattro i governi  “battezzati” durante il suo mandato: Gentiloni, Conte I, Conte II, Draghi.

Dal 2016 al 2021: le crisi politiche attraversate durante il mandato

Il 5 dicembre 2016, all'indomani del referendum costituzionale che ha respinto il disegno di riforma costituzionale, Mattarella riceve al Quirinale l'allora premier Matteo Renzi. Ne respinge le dimissioni, in attesa dell’approvazione della legge di bilancio. Diventate effettive tre giorni dopo, avvia le consultazioni, che si concludono l'11 dicembre con il conferimento dell'incarico di formare un nuovo esecutivo al ministro degli esteri Paolo Gentiloni.

Nel 2018, Mattarella affronta la crisi più lunga nella storia della Repubblica: 88 giorni, al termine dei quali, dopo aver rifiutato la nomina di Paolo Savona come ministro dell’Economia, “battezzato” l’esecutivo giallo-verde nato dall’alleanza tra M52 e Lega. Il governo Conte I termina di fatto il 20 agosto 2019, a seguito di una mozione di sfiducia presentata dalla Lega: il primo ministro sale al Colle per presentare le dimissioni e torna a casa, per così dire, con un nuovo governo targato M5s-Pd-LeU.

L’ultima crisi politica che vede protagonista (anche) Mattarella nasce da una mossa di Renzi, leader di Italia Viva, che a gennaio 2021 ritira la propria delegazione di ministri. Conte torna al Quirinale, rassegnando le dimissioni. Dopo un mandato esplorativo conferito al Presidente della Camera Fico, Mattarella convoca l’ex presidente della BCE Mario Draghi, il cui nuovo governo ottiene in seguito un'ampia maggioranza in entrambe le Camere.

Il semestre bianco

Come quasi tutti i presidenti che lo hanno preceduto, Mattarella vive il cosiddetto “semestre bianco”: il capo dello Stato non può sciogliere le Camere negli ultimi sei mesi del suo mandato, «salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura». La norma, racchiusa nell’art.88 della Costituzione, è stata introdotta per evitare colpi di mano da parte del Presidente, nel timore che potesse favorire, attraverso elezioni politiche anticipate, la formazione di un parlamento meglio disposto verso una sua eventuale rielezione

La vita privata

Ecco le cose da sapere sulla vita privata di Sergio Mattarella.

Il matrimonio con Maria Chiazzese

Sergio Mattarella è vedovo: è stato sposato dal 1966 al 2012 con Marisa Chiazzese, figlia dell'ex rettore dell'università di Palermo e docente di diritto romano Lauro Chiazzese. Curiosamente, il fratello Piersanti aveva sposato la sorella di lei, Irma.

I figli

Dal matrimonio tra Sergio Mattarella e Marisa Chiazzese sono nati tre figli: Laura (avvocata che durante il mandato presidenziale del padre ha svolto le funzioni di protocollo tipiche del consorte), Francesco e Bernardo Giorgio. Quest'ultimo, professore universitario di diritto amministrativo, nel 2014 è stato posto a capo dell'ufficio legislativo del Dipartimento della funzione pubblica presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.

Le frasi celebri

Suo malgrado, Mattarella passerà alla storia come il Presidente della Repubblica durante la pandemia di Covid-19. Celebre la frase rivolta al portavoce, che gli aveva fatto notare un ciuffo fuori posto prima del registrazione di un discorso alla nazione: «Eh Giovanni, non vado dal barbiere neanche io», poche parole diventati virali.

«I giovani si allontanano e perdono fiducia perché la politica, spesso, si inaridisce», dall’intervento all’Arsenale della Pace (2015). Nella stessa occasione disse anche: «La pace nasce dalla fatica di dire no quando è necessario».

«Prosciugare le paludi dell'inefficienza, dell'arbitrio, del clientelismo, del favoritismo, della corruzione, della mancanza di Stato, che sono l'ambiente naturale in cui le mafie vivono e prosperano», così a Locri nel 2017, nella Giornata della Memoria e dell'impegno.

«Le ideologie totalitarie hanno sempre considerato le donne come esseri inferiori», celebrazione del Giorno della Memoria, 2019.

Matteo Innocenti