Animali che migrano: ecco quali sono

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La migrazione animale è molto più di un semplice spostamento stagionale: è un meccanismo fondamentale per la sopravvivenza di molte specie e per l’equilibrio degli ecosistemi. Comprendere perché e come gli animali migrano aiuta a cogliere la complessità delle relazioni tra clima, ambiente e comportamento animale.

La migrazione animale è uno dei fenomeni naturali più affascinanti e complessi: ogni anno, infatti, milioni di specie intraprendono lunghi viaggi per sopravvivere, trovare cibo o riprodursi. Dalle migrazioni autunnali e invernali verso climi più miti fino ai lunghi viaggi che attraversano continenti e oceani, questi movimenti raccontano una straordinaria capacità di adattamento. Osservare e studiare le migrazioni significa anche riconoscere quanto siano delicati questi equilibri e quanto sia importante conservarli per il futuro della biodiversità. In questo articolo vedremo quali sono gli animali che migrano, parleremo di quelli che si spostano in autunno e in inverno, analizzeremo le migrazioni verso climi più miti per capire dove vanno gli animali che migrano e approfondiremo le spettacolari migrazioni di uccelli, tra le più studiate al mondo.

Migrazioni autunnali e invernali

La fine dell’estate rappresenta l’inizio dei grandi spostamenti stagionali: gli animali che migrano in autunno si preparano infatti ad affrontare lunghi viaggi verso sud per sfuggire al calo delle temperature e alla progressiva diminuzione delle risorse alimentari. Molte specie iniziano la migrazione seguendo segnali naturali come la riduzione delle ore di luce e il cambiamento climatico.

Tra i protagonisti di questi spostamenti ci sono numerosi uccelli: rondini e balie rosse lasciano l’Europa per raggiungere l’Africa subsahariana, percorrendo fino a 10.000 chilometri in poche settimane. Durante il viaggio alternano lunghe tratte di volo a soste strategiche, fondamentali per recuperare energie.

Anche alcuni pipistrelli, come il pipistrello nano, si spostano in gruppi numerosi verso zone più temperate dell’Europa meridionale: per orientarsi utilizzano l’ecolocalizzazione, un meccanismo basato sull’emissione di suoni che, rimbalzando sugli ostacoli, permettono all’animale di riconoscere l’ambiente circostante e muoversi anche al buio.

Con l’arrivo del freddo più intenso, poi, entrano in scena gli animali che migrano in inverno, spesso adattati a condizioni ambientali estreme. Le renne artiche, per esempio, percorrono migliaia di chilometri in grandi branchi per raggiungere le aree della tundra più ricche di licheni, seguendo percorsi tramandati da generazioni. Gli orsi polari, invece, si spostano seguendo le foche lungo il pack di ghiaccio, adattandosi a un ambiente in continuo cambiamento.

In mare, infine, le balene megattere compiono uno dei viaggi più lunghi del regno animale, spostandosi dalle acque polari a quelle tropicali per riprodursi in mari più calmi e caldi, dove i piccoli hanno maggiori possibilità di sopravvivere.

Le migrazioni verso climi più miti e paesi caldi

Molti animali non si limitano a spostarsi verso sud, ma seguono rotte precise che li conducono verso aree con condizioni climatiche più favorevoli: gli animali che migrano al caldo lo fanno soprattutto per garantire migliori possibilità di sopravvivenza ai piccoli e per trovare cibo in abbondanza durante i mesi più difficili. La migrazione, in questi casi, è una strategia affinata nel tempo che consente di ridurre i rischi legati al freddo, alla siccità o alla scarsità di risorse.

Un esempio emblematico è quello delle oche cenerine, che dall’Europa settentrionale e centrale si spostano verso il Nord Africa o l’Asia meridionale: durante il volo adottano la caratteristica formazione a “V”, che permette di sfruttare le correnti d’aria generate dagli individui che precedono, riducendo lo sforzo fisico.

Anche gli insetti possono affrontare migrazioni sorprendenti: le farfalle monarca per esempio percorrono migliaia di chilometri dal Nord America al Messico, dove trascorrono l’inverno riunite in enormi colonie.

Ancora più spettacolari sono le migrazioni degli animali che migrano nei Paesi caldi, legate a cicli stagionali molto precisi: nelle savane africane, ad esempio, zebre e gnu danno vita a una delle più grandi migrazioni terrestri del pianeta, spostandosi in massa tra Tanzania e Kenya alla ricerca di pascoli freschi e acqua. Questi movimenti rispondono a una domanda chiave: dove vanno gli animali che migrano? Spesso la risposta coincide con territori che, anno dopo anno, offrono le migliori condizioni per la sopravvivenza della specie.

Le migrazioni di uccelli

Tra tutti i fenomeni migratori, le migrazioni di uccelli sono senza dubbio le più visibili e studiate. Ogni anno miliardi di individui di tante specie attraversano continenti e mari, seguendo rotte consolidate che collegano aree di nidificazione e svernamento. Molti uccelli si orientano grazie alla posizione del Sole, delle stelle e persino al campo magnetico terrestre, dimostrando capacità di navigazione straordinarie.

La cicogna bianca, ad esempio, parte dall’Europa e raggiunge l’Africa centrale evitando lunghe traversate marine e sfruttando le correnti d’aria calda per planare senza affaticarsi. Altre specie, come la tortora selvatica, compiono migrazioni più brevi ma altrettanto impegnative verso il Sahel africano. Alcuni uccelli limicoli, invece, sono in grado di volare per giorni senza fermarsi, coprendo distanze di migliaia di chilometri sopra il mare aperto.

Curiosità e sfide future

Se ci si chiede quali sono gli animali che migrano, la risposta non è così scontata ed include anche specie molto diverse tra loro. Alcuni squali, per esempio, come lo squalo bianco, compiono lunghi spostamenti negli oceani seguendo le correnti e la disponibilità di prede.

In ambienti desertici, insetti come le locuste possono dar vita a migrazioni di massa in risposta a piogge improvvise e alla crescita della vegetazione. Anche animali meno noti, come alcune salamandre alpine, si spostano stagionalmente tra zone di riproduzione e aree di rifugio, dimostrando come la migrazione sia una strategia diffusa in tutto il regno animale.

Oggi, però, questi equilibri sono sempre più messi alla prova. Il cambiamento climatico sta modificando temperature, stagioni e habitat, costringendo molte specie ad adattare tempi e rotte migratorie. In alcuni casi gli spostamenti si allungano o si spostano verso latitudini più settentrionali; in altri aumentano i rischi legati alla mancanza di aree di sosta e di alimentazione lungo il percorso.
La tutela delle migrazioni animali passa quindi dalla protezione degli habitat e dei cosiddetti corridoi ecologici, fondamentali per consentire agli animali di spostarsi in sicurezza. 
 

Paola Greco

Foto di apertura: iStock