L'Italia diventerà un paese tropicale? Cause e conseguenze
I cambiamenti climatici sono ormai una realtà, ma cosa succederà al nostro Paese e quali saranno gli effetti sulla nostra vita? Oggi esploriamo uno di questi cambiamenti, la tropicalizzazione.
Il clima del pianeta sta cambiando. Ogni nazione a suo modo cerca di fronteggiare gli effetti dei cambiamenti climatici, tra inondazioni e temperature sempre più alte, come può. Si tratta di variazioni inedite nella storia dell'uomo, provocate per lo più dalle attività umane che, negli ultimi due secoli, non hanno tenuto conto della fragilità dell'ecosistema terrestre. Inondazioni, siccità estrema, alte temperature e stagioni sempre più instabili spingono i climatologici a ipotizzare, fra le altre cose, un futuro tropicale per l'Italia. Cerchiamo di apprfondire l'argomento scoprendo cos'è la tropicalizzazione e quali sono le sue conseguenze per il nostro Paese.
Cos'è la tropicalizzazione
Prima di parlare in modo dettagliato del probabile futuro tropicale del nostro paese, scopriamo innanzitutto cos'è al tropicalizzazione. In ambito climatico, si definisce tropicalizzazione il fenomeno che porta il clima delle zone temperate (proprio come l'Italia e il Mediterraneo in generale) ad assumere caratteristiche tropicali, che comprendono:
- Le stagioni diventano meno distinte. Invece di piogge distribuite nel tempo, abbiamo lunghi periodi di siccità interrotti da fenomeni estremi e violenti.
- Aumento degli eventi climatici estremi: Si verifica un aumento di "bombe d'acqua", trombe d'aria e i cosiddetti Medicane (uragani mediterranei).
- Innalzamento delle temperature: le medie stagionali si alzano, portando a estati sempre più torride, con frequenti ondate di calore, e inverni molto miti.
Le cause della tropicalizzazione in Italia
La tropicalizzazione in Italia non è dovuta a un singolo evento, ma è il risultato di una combinazione di fattori globali e dinamiche locali che interagiscono tra loro. Il Mediterraneo, infatti, è considerato un "hotspot" climatico, ovvero una regione che si sta scaldando il 20% più velocemente rispetto alla media globale. Scopriamo allora le cause principali della tropicalizzazione dell'Italia, suddivise per ambiti.
Cause climatiche e atmosferiche
Il motore principale della tropicalizzazione dell'Italia è il riscaldamento globale antropico, che nel nostro Paese si manifesta attraverso meccanismi specifici:
- Espansione dell'Anticiclone Africano: Un tempo l'estate italiana era dominata dall'Anticiclone delle Azzorre, che determinava un clima mite e stabile con giorate calde ma serate fresche. Oggi, a causa del riscaldamento globale, le masse d'aria calda tropicale si spingono verso nord con più frequenza, portando aria rovente e secca direttamente dal Sahara attraverso l'anticiclone africano che, ormai sempre più sovente, prende il posto di quello delle Azzorre.
- Aumento della temperatura dei mari: il Mar Mediterraneo accumula calore e acque più calde significano maggiore evaporazione e, quindi, più energia disponibile nell'atmosfera.
- Indebolimento della Corrente a Getto: il riscaldamento dell'Artico rende la "corrente a getto" più instabile. Questo permette ad aria calda tropicale di risalire verso l'Italia e, viceversa, a masse d'aria fredda di scendere bruscamente, creando contrasti termici violentissimi che generano nubifragi.
Cause Oceanografiche e Geografiche
La conformazione del nostro mare gioca un ruolo fondamentale nel fenomeno della tropicalizzazione dell'Italia.
Il Mediterraneo si comporta infatti come un "bacino chiuso": essendo quasi totalmente circondato dalla terraferma, il Mediterraneo scambia poca acqua con l'Oceano Atlantico. Questo lo rende una sorta di "grande piscina" che si scalda rapidamente e non riesce a smaltire il calore in eccesso.
Cause antropiche locali
Non dimentichiamo poi che anche le attività umane sul territorio contribuiscono alla tropicalizzazione del nostro Paese, aggravandola. Senza politiche climatiche lungimiranti la situazione non può che peggiorare.
In particolare, la cementificazione e consumo di suolo fanno diventare le nostre città città vere e proprie "isole di calore". L'asfalto assorbe calore di giorno e lo rilascia di notte (contribuendo così a dar vita alle cosiddette notti tropicali, con minime sopra i 20°C). Inoltre, il terreno impermeabilizzato non assorbe le piogge violente, trasformandole in alluvioni lampo.
Non dimentichiamo poi le emissioni di gas serra: l'Italia, pur essendo un piccolo contributo globale, subisce l'effetto cumulativo della CO₂ che trattiene il calore nell'atmosfera, alimentando il ciclo di riscaldamento descritto sopra.
Gli effetti dei cambiamenti climatici in Italia
La tropicalizzazione è una delle tante facce del cambiamento climatico in Italia. Non bisogna infatti dimenticare che i climatologici concordano sul fatto che se l’aumento di temperatura fosse di 2°C o addirittura superasse questa soglia, verrebbero superati i cosiddetti punti di non ritorno, che modificherebbero per sempre la Terra (e il clima) così come l'abbiamo conosciuta fino ad oggi, Italia compresa.
Cambierebbe ad esempio il tasso medio di umidità, la forza dei venti, la frequenza e intensità delle precipitazioni. In alcune regioni si potrebbero sperimentare piogge più intense e inondazioni; in altre fenomeni di siccità. Il livello del mare potrebbe crescere con conseguente erosione delle coste. I ghiacci subirebbero una forte riduzione. Negli oceani, il riscaldamento, l’acidificazione e la riduzione dei livelli di ossigeno potrebbero condizionare gli ecosistemi marini.
Di quanto aumenterà la temperatura in Italia
Secondo il rapporto del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), pubblicato nel 2020, l’area mediterranea sarà caratterizzata da un riscaldamento più elevato del 20% rispetto a quello medio globale. Tra il 1981 e il 2010 la temperatura media annuale in Italia è cresciuta di oltre 1,1°C. I modelli climatici studiati per l’Italia prevederebbero un aumento della temperatura fino a 2°C nel periodo 2021-2050. Negli scenari più sfavorevoli l'aumento della temperatura è molto più elevato.
Tra gli effetti che l'aumento di temperatura porta con sé, insieme alla tropicalizzazione, ci sono:
- Modifica nelle precipitazioni
Le precipitazioni potrebbero diminuire drasticamente, aumentando però la loro intensità. Scemeranno anche le precipitazioni su Alpi e Appennini, in Calabria e nell’area centro-orientale della Sicilia. Aumenteranno nell’area padana e lungo la costa adriatica e tirrena.
Ci sarà anche meno neve: si prevede una riduzione dei giorni di copertura nevosa su tutto l'arco alpino. L’Ocse prevede, con una variazione di 1°C, che tutte le stazioni sciistiche del Friuli Venezia Giulia si troverebbero al di sotto della “linea di affidabilità neve”. Con questa espressione si intende l’altitudine oltre la quale il manto nevoso è sufficiente a garantire una “sciabilità” stagionale. Inoltre, si prevede che in Lombardia, Trentino e Piemonte le stazioni utili sarebbero rispettivamente solo il 33%, 32% e il 26% del totale.
- Aumento del livello del mare
Le previsioni per il livello dei mari riferiscono di un innalzamento di 7 centimetri sia per il bacino adriatico che per quello ionico. Per il Mediterraneo occidentale si teme che l'innalzamento sia di almeno 9 centimetri. Tempeste e maree molto forti potrebbero danneggiare l'intero Delta del Po e inondare Venezia. Sul fronte tirrenico si teme per le aree del livornese e del grossetano, a rischio inondazioni.
Tropicalizzazione dell'Italia e crisi climatica: cosa fare per invertire la rotta
Limitare gli effetti nocivi delle attività umane sul clima del pianeta è fondamentale. Invertire la rotta è possibile. Ci sono accordi internazionali che hanno messo il problema delle emissioni di CO2 sul tavolo, chiamando le nazioni a impegnarsi per una decarbonizzazione entro il 2050. Anche i fondi di investimento scommettono su imprese rinnovabili. Ma ognuno deve fare la sua parte, dal più grande al più piccolo degli abitanti di questo pianeta.
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