Letteratura risorgimentale

La poesia patriottica e lirico-patetica

Una sorta di romanticismo minore, volto a una continua divulgazione dei miti e dei culti popolari, si espresse nella forma della poesia patriottica, che mostra ancora un gusto popolareggiante della parola e del canto.

Il trevisano Francesco Dall'Ongaro (1808-1873) scrisse fra l'altro Canti popolari (1845-49) e il popolare dramma storico Il fornaretto di Venezia (1846). Notevoli sono anche i suoi Stornelli (1849) e la sua produzione narrativa.

Il genovese Goffredo Mameli (1827-1849) realizzò in qualche modo il modello mazziniano di inno popolare (Fratelli d'Italia, 1847, divenuto nel 1946 l'inno della Repubblica italiana). Luigi Mercantini (1821-1872) con il suo Inno a Garibaldi (1859) e La spigolatrice di Sapri (1857) seppe recuperare tutta la tenera malinconia nascosta nel canto popolare.

Le due figure più rappresentative di questo filone sono Prati e Aleardi.

Il trentino Giovanni Prati (1814-1884) propose un patetismo languido e molle, non privo di morbosità, mediante forme espressive disordinate e comunque conformistiche. Ebbe molto successo la sua novella in versi Edmenegarda (1841), ma il suo risultato migliore sono gli ultimi libri Pische (1876) e Iside (1878), caratterizzati da un edonismo e da una dissipazione sentimentale che certo interessò il giovane D'Annunzio.

Il veronese Aleardo Aleardi (1812-1878), patriota e uomo politico, fu un'esemplare figura di poeta tardoromantico, sincero e votato alle alte idealità, religioso eppur critico verso il potere della Chiesa, profondamente umanitario. Le sue Lettere a Maria (1846), idillio sentimentale e civile, e i postumi Canti (1882) ebbero grande successo. Nei suoi versi, nutriti di eccessivo languore e gusto per il pittoresco, si avverte la crisi di un'epoca e del modello letterario romantico.