Il secondo dopoguerra

Introduzione

Dopo la Seconda Guerra Mondiale che aveva causato grandi perdite in termini di vite umane (morirono 50 milioni di persone) e gettato l'economia dei paesi che l'avevano combattuta in una profonda crisi, s'impose la necessità di organizzare un nuovo assetto internazionale. Inevitabilmente questa fase di transizione suscitò contrasti tra le potenze vincitrici. La divisione in sfere d'influenza, stabilita durante le conferenze di Teheran, Jalta e Potsdam, tra gli alleati del fronte nazi-fascista, finì con il trascinare il mondo capitalistico occidentale (guidato dagli USA) e il gruppo dei paesi comunisti (con in testa l'URSS) in un vortice di tensioni culminato nella cosiddetta “guerra fredda”. I contrasti rischiarono di portare a una nuova Guerra Mondiale nel 1949, quando in Corea comunisti e nazionalisti presero le armi gli uni contro gli altri. Intanto, in Europa, la Germania spartita tra occidentali e sovietici si vide precludere ogni possibilità di unificazione, mentre gli Stati Uniti vararono un massiccio piano d'aiuti verso i paesi loro alleati; d'altro canto nacquero nuovi organismi internazionali, come l'ONU, deputati alla salvaguardia della pace nel mondo.