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comune in provincia di Olbia-Tempio, 514 m s.m., 82,77 km², 1686 ab. (aggesi), patrono: santa Vittoria (prima domenica di ottobre).

Centro della Gallura, posto alle pendici sudorientali del monte Sozza. Fu parte del Giudicato di Gallura (sec. XI), nella curatoria di Gemini e, alla spartizione del 1298, passò in signoria a Pisa. Fu tra le ville che dovevano il tributo al re d'Aragona nel 1353; occupato poi dai giudici d'Arborea nel 1339, tornò agli Aragonesi dopo la battaglia di Sanluri (1409). Costituito in feudo, subì la dominazione spagnola (sec. XV-XVII) e nel 1839 fu riscattato ai marchesi di Gallura Fadriguez Fernandez.§ Nel paese, che conserva antiche case in granito, sorge la chiesa di Santa Croce (1709, restaurata). Nei dintorni si trova il nuraghe Izzana: triangolare con cella a cupola, era fornito di diversi ingressi, corridoi interni e camere laterali.§ L'economia si basa sull'estrazione e lavorazione del granito, sulla raccolta del sughero, su aziende meccaniche e della lavorazione del legno. L'agricoltura produce cereali e ortaggi. È diffuso l'allevamento ovino, caprino e suino. Fiorente l'artigianato dei tappeti e rilevante il turismo: la località è base di partenza per escursioni sui monti circostanti.

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