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Ómbre ammonitrici

(Schatten). Film tedesco (1922) di A. Robison. Capolavoro della stagione espressionista e, insieme, del Kammerspiel, sorta di “pantomima visionaria” (F. Savio) senza didascalie, è la vicenda fantasiosa di un montreur d'ombres (tale il titolo assunto in Francia) che, in una società libertina, scongiura un delitto per causa d'adulterio e di gelosia, proiettandone preventivamente gli effetti ai convitati (la moglie civetta, i quattro cicisbei, il marito furibondo) mediante un gioco d'ombre cinesi che crea, come dice il sottotitolo, “un'allucinazione notturna”: benefica e curatrice sì, ma anche piena di avvolgente, ambigua, elegante sensualità.

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