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Schüfftan, Eugen

operatore cinematografico tedesco (Breslavia 1893-New York 1977). Sperimentò nuovi metodi di ripresa in Germania (Menschen am Sonntag, 1929) fotografò l'Atlantide (1932) e altri film di G. W. Pabst con cui si trasferì in Francia, qui lavorando anche per M. Carné e M. Ophüls e, nel dopoguerra, per A. Astruc, G. Franju, J. Tati. Negli USA si naturalizzò modificando il proprio nome in Shuftan nel 1947: dopo film per R. Clair, R. Siodmak, D. Sirk, ebbe l'Oscar per Lo spaccone di R. Rossen nel 1962. Tra i maggiori direttori di fotografia per perizia tecnica e inventività, creò fin dal 1923 l'effetto Schüfftan, procedimento consistente nell'immettere l'azione sullo sfondo di modellini e miniscenografie che, con il trucco di uno specchio inclinato, ottengono un rilievo gigantesco. Oltre al notevole risparmio, esso permise di alterare i rapporti di grandezza anche tra i personaggi e fu quindi largamente usato, da Metropolis (1925-26) in poi, nei film fantastici e fantascientifici.

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