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Ögödei

khāqān mongolo (ca. 1185-1241). Figlio terzogenito e successore di Gengis Khān, fu designato dal padre erede dell'impero mongolo, dato l'antagonismo esistente tra i suoi due figli maggiori. Salì al trono nel 1229 con il titolo di khāqān. Proseguendo nella politica espansionistica paterna inviò nel 1230 in Iran un esercito che sconfisse Ǧalāl ad-Dīn e i suoi seguaci turcomanni. Nel 1236 invase la Corea. In possesso nel 1234 della Cina settentrionale fino allo Yangtze Kiang, in seguito all'estinzione della dinastia Chin, tentò la conquista anche della Cina meridionale, sottoposta alla dinastia Sung, ma tale campagna si protrasse con esito incerto per il restante periodo del suo regno. Di grande rilievo fu l'opera di organizzazione dei territori conquistati, su cui impiantò, rifacendosi al modello cinese, un'amministrazione civile retta da funzionari uiguri, cinesi, iranici e arabi. Intraprese quindi una grande spedizione verso Occidente assegnandone il comando al nipote Batu e al veterano Sübetei. Essi, annientato il khānato bulgaro, sottomisero le tribù del Dasht-i Qipciāq, tra cui i Cumani, e infine i Russi (Mosca fu messa a sacco nel 1237, Kijev nel 1240). La Russia divenne da quel momento tributaria dei Mongoli dell'Orda d'Oro cui restò soggetta per più di duecento anni. Gli eserciti di Batu e Sübetei penetrarono quindi profondamente in Polonia e in Ungheria riportandovi schiaccianti vittorie a Liegnitz, in Slesia, e a Mohi, in Ungheria (aprile 1241). Nel medesimo arco di anni un altro esercito, agli ordini di Chormagan Noyan, conquistò l'Iran settentrionale, l'Azerbajdžan, l'Armenia, la Georgia ed avanzò fino alla frontiera dell'Anatolia selgiuchide. La notizia della morte di Ögödei indusse, tuttavia, Batu a ritirarsi dall'Ungheria, risparmiando probabilmente all'Europa un'invasione mongola.

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