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conflitto che coronò nel giugno-luglio 1866 la corsa per l'egemonia in Germania, con l'affermazione definitiva della Prussia. La crisi ebbe i suoi momenti salienti nell'offerta (che fu respinta) a Federico Guglielmo IV di Prussia del trono ereditario della Germania unita (1849), nel successivo fallimento dell'Unione promossa dal Radowitz (“umiliazione di Olmütz”, 1850), nei vani tentativi austriaci di unificazione economica alternativa allo Zollverein prussiano e nel fallimento del progetto di riforma della Confederazione Germanica (Convegno di Francoforte, 1862). A far precipitare la situazione contribuì la politica deliberatamente provocatoria di Bismarck, in seguito alla controversia sulla gestione dei ducati danesi, che Austria e Prussia avevano in comune dal 1864: Bismarck arrivò a proporre l'esclusione dell'Austria dalla Confederazione. Seguirono la reazione dell'Austria e la ricerca prussiana di alleanze, concretatasi nel patto militare con l'Italia (aprile 1866), che comportava anche la neutralità di Napoleone III. Nel frattempo veniva perfezionata la riorganizzazione dell'esercito prussiano, reso più moderno e funzionale grazie a un finanziamento di ca. 10 milioni di talleri annui, fissato dal governo pur senza l'approvazione della Dieta, e già collaudato nella guerra con la Danimarca. Sul piano interno Bismarck si era inoltre assicurato l'appoggio di progressisti e democratici anche con promesse di riforma costituzionale. La superiorità tecnica dei Prussiani si dimostrò sin dall'inizio: l'esercito, pur mobilitato dopo quello avversario, affluì fulmineamente al confine, fruendo di ben cinque linee ferroviarie. Mentre i ca. 285.000 uomini del maresciallo austriaco Benedek si raccoglievano in Moravia, preparandosi a un attacco dall'immediato nord, i Prussiani (tre armate di ca. 270.000 uomini) invadevano (16 giugno) la Boemia; l'attendismo di Benedek favorì la celere manovra avversaria: l'esercito austriaco subì l'attacco in un momento di disorientamento e fu definitivamente battuto da Moltke a Sadowa (Königgrätz) il 3 luglio. La ritirata di Benedek in Moravia permise poi ai Prussiani di attestarsi in attesa dell'eventuale arrivo di rinforzi nemici: dal fronte italiano già era stato richiamato l'arciduca Alberto, vincitore a Custoza (24 giugno). Su un altro fronte, attorno a Francoforte sul Meno, i Prussiani di Falkenstein (ca. 50.000) sbaragliavano intanto gli alleati degli Austriaci: Hannover, Baviera, Württemberg e altri minori; i Sassoni erano già stati sconfitti da Moltke prima dell'invasione della Boemia. L'alto costo del conflitto accelerò i preliminari di pace (Nikolsburg, 22-26 luglio). La Pace di Praga (23 agosto), che prevedeva la cessione del Veneto all'Italia e lo scioglimento della Confederazione Germanica, sino allora egemonizzata dall'Austria, consacrò la supremazia della Prussia, che acquistava l'Assia-Kassel, il Nassau, l'Hannover, Francoforte e ambedue i ducati danesi.