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òrfico

agg. e sm. (pl. m. -ci) [sec. XVIII; dal latino orphícus, dal greco orphikós, da Orphéus, Orfeo].

1) Agg., che si riferisce a Orfeo, all'orfismo: libri, inni orfici. Per estensione, fig., misterioso, arcano. § Nell'antichità esistettero molti libri attribuiti a Orfeo o a suo figlio Museo, ed esercitarono molto influsso su autori come Pindaro e Platone. Degli orfici ci sono giunte le tavolette auree, con estratti di scritti della setta, che venivano seppellite coi morti; una raccolta di inni assai tardi (sec. V-VI), in esametri che riproducono aspetti tradizionali, assai più antichi, della religiosità orfica e una serie di citazioni fatte da scrittori posteriori. In tutti è sensibile il carattere mistico della religione orfica.

2) Sm., seguace dell'orfismo.

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