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Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale di-

è la maggior biblioteca d'Italia (insieme alla Vittorio Emanuele II di Roma) quanto a dimensioni, con circa sei milioni di volumi. Nata come Biblioteca Magliabechiana, Antonio Magliabechi (1633-1714) ne creò il nucleo originario lasciandolo per testamento in uso pubblico, si ingrandì fin dal Settecento con l'acquisizione di ricchissimi fondi: le biblioteche private Marmi, Gaddi, Biscioni, Strozzi ecc., fino alla Landau-Finaly (1948). Nel 1861 fu unita con la Palatina e modificò il suo nome da Magliabechiana a Biblioteca Nazionale diventando così Biblioteca Nazionale, di formazione lorenese, Nazionale Centrale dal 1885. Nel 1886 ha iniziato la pubblicazione del Bollettino delle pubblicazioni italiane, oggi Bibliografia Nazionale Italiana. Nel 1935 si trasferì dai vecchi locali degli Uffizi nella nuova sede, costruita sulle rive dell'Arno, che fu devastata dall'alluvione del 1966. I danni ingentissimi, e in parte irreparabili, furono contenuti grazie all'impegno di bibliotecari e giovani accorsi da tutte le parti del mondo e da una sapiente opera di restauro condotta negli anni successivi. Tra i suoi direttori sono da ricordare Desiderio Chilovi (1885-1905) ed Emanuele Casamassima (1965-1970). La Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze è sede pilota nella creazione del Servizio Bibliotecario Nazionale; oltre al catalogo collettivo in linea facente parte di questo progetto, la biblioteca possiede una decina di collezioni digitali.