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Alessandro (d'Epiro)

d'Epiro, detto il Molosso (ca. 362-330 a. C.). Ereditato il trono nel 357 ca., acquistò il controllo effettivo del regno solo nel 342 grazie all'aiuto del cognato Filippo di Macedonia. Fortemente influenzato dalla personalità del nipote Alessandro Magno, che egli aveva accolto quando si era trovato in discordia col padre, venne in Italia (ca. 333 a. C.) su richiesta di Taranto, che lo aveva chiamato per combattere i suoi tradizionali nemici, ma in realtà inseguendo il sogno di emulare in Occidente le imprese del nipote. Costrinse alla pace i Lucani e sconfisse Messapi e Iapigi, estendendo il suo controllo su tutta l'Apulia. Successivamente, dopo aver stretto un trattato con Roma, si portò sul versante tirrenico dove batté, presso Paestum, le forze congiunte lucano-sannite. La defezione di Taranto, che ormai paventava le sue mire palesemente egemoniche, indebolì la sua posizione e Alessandro, mentre mirava a trasferirsi in Sicilia, fu sconfitto da Lucani e Bruzi presso Pandosia, dove – secondo quanto gli era stato preannunciato da un'oscura profezia – lasciò la vita. La sua morte fu probabilmente causa della sconfitta romana di Caudio, ad opera dei Sanniti che, liberati dalla minaccia di Alessandro, si volsero inaspettatamente a settentrione.

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