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Sanniti

(latino Samnītes). Antico popolo italico, insediato sugli aridi altipiani dell'Appenninomeridionale, parlante lingua del gruppo osco. Propaggine del più ampio gruppo dei Sabini, i Sanniti erano a loro volta un popolo dalle molte ramificazioni: i più importanti erano gli Irpini, i Caraceni, i Pentri e i Caudini. Nei sec. V e IV a. C. alcune tribù si staccarono dal gruppo originario dirigendosi verso le zone costiere alla ricerca di nuove terre più fertili e ricche: un gruppo di Irpini si stabilì nella zona compresa tra il Sele e il Bradano dando origine al popolo dei Lucani; un ramo di questi, i Bruzi, invasero la Calabria sottomettendo parecchie città greche, tra cui Sibari; altri gruppi occuparono invece la Campania dove si amalgamarono velocemente con Etruschi e Greci dando origine a quella che viene indicata come civiltà osca. A differenza di questi gruppi di invasori che assimilarono facilmente la civiltà greco-etrusca, le tribù rimaste nel Sannio conservarono abitudini e forme di vita primitive: dedite alla pastorizia e distribuite in villaggi (tra cui la capitale Bovianum Vetus, oggi Pietrabbondante), non riuscirono mai a costituire un'unità politica o amministrativa; i vari gruppi, a capo di ognuno dei quali era un meddix (giudice), erano però riuniti in una forte federazione. Nel 354 a. C. strinsero un patto di amicizia coi Romani, ma la politica di espansione che entrambi i popoli perseguivano doveva portarli inevitabilmente, nel giro di pochi decenni, alla guerra che si risolse a favore di Roma dopo una lotta molto aspra che durò con alterne vicende e fasi (memorabile fu la sconfitta romana a Caudio con l'episodio delle Forche Caudine) dal 326 al 304. Nel 295, alleatisi con Etruschi, Sabini, Umbri e Galli, i Sanniti tentarono di ribellarsi a Roma, ma la coalizione fu sconfitta a Sentinum in Umbria. In seguito il dominio romano nel Sannio andò sempre più consolidandosi, specialmente attraverso gli insediamenti di colonie latine, tra cui notevoli furono quelle di Benevento (268) e di Isernia (263). Tuttavia durante la guerra sociale (90-88 a. C.) i Sanniti furono ancora tra i più bellicosi avversari di Roma e fu Silla a obbligarli alla resa dopo massacri e rappresaglie d'ogni genere. Per questo, nella lotta successiva tra Mario e Silla, appoggiarono il partito mariano tanto che Preneste, dove si erano arroccati, divenne il centro della resistenza democratica; ma, nuovamente sconfitti, furono debellati definitivamente da Silla davanti alle mura di Roma.

V. D'Amico, La religione e la lingua dei Sanniti nella tavola di Agnone, Campobasso, 1952; G. Devoto, Gli antichi italici, Firenze, 1961; E. T. Salmon, Il Sannio e i sanniti, Torino, 1985.