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Amàroni

comune in provincia di Catanzaro (33 km), 378 m s.m., 9,70 km², 2007 ab. (amaronesi), patrono: santa Barbara (4 dicembre).

Centro del versante ionico delle Serre, situato alle falde del monte Carbonaro. Forse il primo insediamento si chiamò Maiorizzuni e fu fondato da popolazioni della costa sfuggite alle razzie saracene o da monaci basiliani scappati dall'Oriente nel periodo iconoclasta. Il borgo fece parte del feudo di Squillace e poi appartenne ai Monfort, ai Marzano (1314), ai D'Aragona (1464), ai Borgia (fine sec. XV), cui restò fino alla prima metà del sec. XVIII, quando passò sotto il dominio dei De Gregorio. Divenne autonomo nel 1850. Fu danneggiato dal terremoto del 1905.§ Il palazzo Canale fu costruito dal principe De Gregorio (1666) ed è in parte abitato e in parte abbandonato e cadente; numerose case conservano ancora caratteristiche medievali. Di molti antichi frantoi (o trappeti) sparsi nel territorio rimangono soltanto gli edifici abbandonati o i ruderi.§ I principali prodotti dell'agricoltura sono cereali, patate, uva e olive; si praticano l'allevamento bovino, l'apicoltura e le attività silvo-pastorali. L'industria opera nel settore dell'abbigliamento.

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