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Andersch, Alfred

scrittore tedesco (Monaco 1914-Berzona, canton Ticino, 1980), uno dei maggiori del dopoguerra. Dal comunismo (che gli attirò la persecuzione nazista) si convertì a un umanesimo socialista. La diserzione (fronte italiano, 1944), simbolo della ricerca della libertà, fu un'esperienza essenziale per la sua opera: individuo e libertà sono infatti tema centrale dell'autobiografico Die Kirschen der Freiheit (1952; Le ciliegie della libertà), di Sansibar oder der letzte Grund (1957; Sansibar o l'ultimo fondo), di Ephraim (1967) e di una serie di storie e radiodrammi in cui si mescolano simbolo e realtà. Promotore del Gruppo 47, nel 1971 pubblicò i racconti Mein Verschwinden in Providence (La mia sparizione a Providence) e nel 1974 il romanzo Winterspelt (Spelta d'inverno). Hanno fatto seguito alcune opere postume: Der Vater eines Mörders (1981; Il padre di un assassino); Flucht in Etrurien (1981; Fuga in Etruria); Es gibt kein fremdes Leid. Briefe und Essays zu Krieg und Frieden von A. A. und Kostantin Simonow (1981; Non esiste il dolore altrui. Lettere e saggi sulla pace e sulla guerra di A. A. e Kostantin Simonow); Briefwechsel mit Arno Schmidt (1985; Carteggio con Arno Schmidt). Il diario Einmal wirklich leben (Vivere una volta veramente), è stato pubblicato nel 1986, come pure la raccolta dei suoi primi racconti, Erinnerte Gestalten (Figure ricordate).

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