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Apricéna

comune in provincia di Foggia (43 km), 73 m s.m., 171,45 km², 13.647 ab. (apricenesi), patrono: Maria Santissima Incoronata (ultima domenica di maggio).

Centro del Tavoliere di Puglia, situato all'estremità occidentale del Gargano. Ricordato in un documento del 1157 (Precina), fu sotto la diretta giurisdizione di Federico II, che vi ebbe un castello di caccia. Dal 1304 al 1417 appartenne ai vescovi di Lucera, passando poi a vari signori. Fu distrutto dal terremoto del 1627. § Il palazzo baronale (1658), quadrilatero, ingloba un torrione cilindrico del castello federiciano. Dell'antica parrocchiale di San Martino rimangono pochi resti, mentre l'attuale, settecentesca, conserva un rilievo tardoromanico della Madonna col Bambino. § L'economia si basa in prevalenza sulle attività di estrazione e lavorazione del marmo locale, affiancate da aziende operanti nei settori alimentare (conservifici, caseifici, frantoi), dell'arredamento, degli imballaggi, dei materiali da costruzione, delle materie plastiche e dei metalli. L'agricoltura, molto fiorente, produce cereali, ortaggi, barbabietole da zucchero e olive. § Ad agosto le cave fanno da suggestiva cornice alla manifestazione Jazz in Cava.