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Lucèra

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comune in provincia di Foggia (18 km), 219 m s.m., 338,72 km², 35.162 ab. (lucenni), patrono: Maria Santissima Assunta (15 agosto).

Generalità

Città del Tavoliere di Puglia, situata presso le pendici orientali dei monti della Daunia. Il nucleo più antico si raccoglie su un colle isolato intorno al duomo ed è circondato dai quartieri più recenti; questi si estendono oltre la linea dei viali di circonvallazione, aperti dopo l'abbattimento dell'antica cinta muraria, della quale restano le porte di Troia e di San Severo. È importante centro agricolo, industriale e di funzioni amministrative. È sede vescovile.

Storia

Città di antica e oscura origine, fu un importante municipio romano ed ebbe grande sviluppo sotto Costantino, che ne fece il capoluogo dell'Apulia. Con i Longobardi fu capitale di gastaldato; passò poi all'imperatore Costante II (663), ai Normanni (1070) e agli Svevi, sotto i quali visse un periodo di splendore: Federico II ne fece una delle sue sedi preferite e vi concentrò gran parte dei Saraceni di Sicilia (Luceria Saracenorum). Nel 1300 gli Angioini sterminarono quasi completamente i Saraceni, costruendo nuove mura e nuove chiese. Lucera seguì poi le vicende del Regno di Napoli; fino al 1806 fu capoluogo della Capitanata e del Molise.

Arte

Dell'imponente complesso fortificato, costruito da Carlo I d'Angiò (1269-83) sulla fortezza eretta da Federico II (1233), rimane integra solo la cinta muraria, a pianta poligonale, con un perimetro di 900 m scandito da numerose torri quadrangolari e pentagonali e delimitato da due possenti torrioni circolari. Per volere di Carlo II d'Angiò fu edificato il duomo dell'Assunta (sec. XIV), una delle più maestose chiese gotiche italiane: sulla facciata si aprono tre portali sormontati da archi ogivali e un campanile quadrato; notevoli anche le tre absidi poligonali; custodisce un'Ultima cena attribuita a Palma il Giovane. All'epoca angioina risale inoltre la chiesa di San Francesco (sec. XIV), con grande portale a baldacchino in cui si mescolano elementi romanici e gotici. L'ottocentesco palazzo Mozzagrugno è sede del Municipio e della ricchissima biblioteca “Ruggero Bonghi”; questa, fondata nel 1817, conserva ca. 82.000 volumi e l'archivio Salandra, in cui sono custoditi carteggi, documenti e discorsi dello statista. Tra i musei si segnalano il Museo Diocesano, con una pregevole collezione di arte sacra, e il Museo Civico “Giuseppe Fiorelli”, che raccoglie reperti soprattutto di epoca romana (oggetti in pietra e bronzo, terrecotte, monete e un notevole mosaico del sec. I) e medievale rinvenuti nel territorio, dipinti di scuola napoletana e un grande presepio in legno e ceramica di Capodimonte.

Economia

L'economia si basa sull'agricoltura, con estese coltivazioni specializzate di cereali, ortaggi, olivi, viti e mandorli, e sull'allevamento di pollame. L'industria opera nei settori metalmeccanico, alimentare (frantoi, caseifici), enologico (cacc'e mmitte di Lucera DOC), dei laterizi e dell'arredamento.

Curiosità e dintorni

Vi fu girato il film Le vie del Signore sono finite (1987) di Massimo Troisi. Poco fuori dall'abitato si trova l'anfiteatro (sec. I a. C., molto restaurato), di forma ellittica, quasi completamente ricavato in una depressione naturale. Sempre nei dintorni sorge la chiesa della Madonna della Spiga, che custodisce un bell'affresco del sec. XVI.