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Gargano

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Territorio

Promontorio montuoso formato da una propaggine sul mare della Puglia, proteso com'è verso l'Adriatico a N, a E e a S; è saldato al continente a W e a SW lungo il solco del torrente Candelaro, che forma la linea di confine tra questa regione naturale e il resto dell'Italia peninsulare. Il Gargano, che ha una superficie di ca. 2015 km², si collega al sistema appenninico soltanto verso NW con la modesta dorsale di Poggio Imperiale, e ha la vetta più alta nel monte Calvo a 1055 m.La natura del rilievo è perlopiù calcarea, con appariscenti fenomeni carsici superficiali e nel sottosuolo. Le coste sono alte e rocciose eccetto che sul versante settentrionale, in cui due cordoni sabbiosi separano il mare dai laghi costieri di Lesina e di Varano, che anticamente erano insenature dell'Adriatico. La vegetazione spontanea è costituita da pini, lecci e faggi, in un ambiente dagli scarsi centri abitati e protetto dall'invasività edilizia per mezzo del Parco Nazionale del Gargano. Il promontorio garganico tradizionalmente arido, anche se in età molto antica era coperto da foreste, ha ridotto con il tempo la propria superficie boscata a causa dello sfruttamento intensivo cui è stato sottoposto: potrebbe fare fede in proposito l'oronimo monte Calvo, assai eloquente nell'indicare il grado di copertura rimasta.

Popolazione ed economia

La rete insediativa ha le maglie più fitte lungo il perimetro esterno del promontorio, lungo il quale corre la SS 89 tortuosa e panoramica come le diverse vie di comunicazione provinciali che attraversano l'interno. Il centro del Gargano, maggiormente montuoso, si presenta di fatto disabitato limitandosi a poche cascine e masserie. Il suolo garganico utilizzabile in agricoltura è scarso a causa dell'aridità congenita del terreno. Per questo, talora le pendici dei rilievi sono state spianate con l'elevazione di muretti a secco, che hanno permesso di utilizzare lo spazio ricavato per seminativi e colture legnose come quelle dell'olivo, del mandorlo e della vite; si tratta tuttavia di un'agricoltura povera, come povero è anche l'allevamento, attività per le quali il ricorso alle tecnologie moderne è limitato e la manodopera impiegata è sempre meno numerosa. Come in tante altre regioni italiane, le coste hanno esercitato sugli abitanti un grande richiamo a spese di uno spopolamento dell'interno, soprattutto per via delle nuove prospettive che dagli anni Settanta del Novecento prometteva il turismo balneare, divenuto una tra le migliori fonti di reddito per la popolazione. A favore della costiera garganica come luogo di attrazione turistica, ha giocato la mancanza di centri abitati di dimensione urbana, che ha permesso la conservazione di un ambiente ancora in gran parte integro. Fa eccezione solo Manfredonia, che è una località industriale attiva nel settore chimico. Poli turistici sono invece Mattinata, Pugnochiuso, Vieste, Peschici, Rodi Garganico, Monte Sant'Angelo, oltre a San Marco in Lamis e a San Giovanni Rotondo, meta del turismo religioso legato alla memoria di san Pio da Pietrelcina. Altri centri importanti sono Apricena, San Nicandro Garganico, Cagnano Varano e Vico del Gargano.

Preistoria

Manufatti del Paleolitico inferiore sono stati trovati alla foce del torrente Romandato e in altre località come per esempio Forchione, non lontano dal lago di Varano, ma assai più numerosi sono i reperti musteriani e quelli del Paleolitico superiore, rinvenuti sia sul lato settentrionale, sia nelle zone più interne. Particolarmente importante è la grotta Paglicci, con reperti risalenti a varie epoche (Acheuleano superiore, Musteriano di facies La Quina arcaica, Gravettiano ed Epigravettiano). Nella zona sono molto diffusi sono i resti di industria campignana, di cui si sono trovate anche delle cave da cui veniva estratta la materia prima. Sul lato meridionale, sul monte Saraceno, sono venute in luce numerose tombe dell'Età del Ferro.

Storia

Il Gargano è tra le località italiane più ricche di reperti preistorici, a testimonianza di insediamenti che risalgono al Paleolitico e al Neolitico. Infatti il promontorio veniva frequentato perché offriva il materiale siliceo usato nelle stazioni insediative di tutto il Tavoliere. Da allora la regione si è caratterizzata per la continuità abitativa, se si considera che una tradizione risalente all'Età del Bronzo ha tramandato antichi contrasti tra l'eroe greco Diomede, mitico fondatore di Arpi, e le bellicose popolazioni della montagna garganica. La percezione del Gargano come terra soprelevata rispetto all'ambiente marittimo circostante doveva esistere già in età romana se nella Pharsalia di Lucano tale promontorio è definito Appulus hadriaticas exit Garganus in undas (V, 378). Dopo l'evo antico, questa regione fu soggetta alle influenze dei Bizantini e dei Longobardi di Benevento, che fecero dell'edificio sacro bizantino di Monte Sant'Angelo il proprio santuario nazionale, e poi a quella sveva all'epoca di Federico II.

Bibliografia

L. Sammarino, G. Russo, Il Gargano, Roma, 1963; G. Marcuzzi, Il Gargano, in “L'Universo”, Firenze, 1964; C. Colamonico, Aspetti geografici sulla Puglia, Bari, 1971; F. Fiorentino, Gargano antico e nuovo, Foggia, 1989.