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Arquata Scrìvia

comune in provincia di Alessandria (35 km), 248 m s.m., 23,36 km², 5765 ab. (arquatesi), patrono: Maria Santissima Assunta (15 agosto).

Centro nella bassa valle del torrente Scrivia. Sorto in età altomedievale presso le rovine della romana Libarna, sulla via Postumia, appartenne nel sec. IX all'abbazia di Sant'Ambrogio di Milano, poi ai vescovi di Tortona e dal 1447 alla Repubblica di Genova che lo infeudò, fino al 1797, alla famiglia Spinola. Dopo la parentesi napoleonica fu annesso al Regno di Sardegna (1815).§ L'antico nucleo medievale è ben conservato: nel borgo antico sorge la parrocchiale di San Giacomo di origine romanica, rimaneggiata alla metà del sec. XVI e restaurata nel 1975. La cosiddetta “casa gotica” presenta elementi costruttivi di matrice nordeuropea tali da attirare l'interesse dello storico Alfredo D'Andrade, che ne fece un rilievo alla fine del sec. XIX.Sull'ampia piazza Santo Bertelli sorgono il palazzo Spinola, modificato e ampliato in varie epoche, ora sede del comune; il quattrocentesco palazzo Grafogliati, oggi Anfosso e, accanto, una vera da pozzo barocca in forma di edicola.§ La posizione geografica ha favorito lo sviluppo industriale: le principali attività riguardano i settori chimico, cementiero, cartario, delle materie plastiche, metalmeccanico e alimentare. Presso Arquata sorgono alcuni depositi petroliferi inseriti nello schema di sviluppo del porto di Genova. Notevole anche l'agricoltura con coltivazioni di cereali, mais e foraggi per allevamenti bovini.

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