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Atzara

comune in provincia di Nuoro (75 km), 540 m s.m., 35,81 km², 1310 ab. (atzaresi), patrono: sant’ Antioco (13 novembre).

Centro del Mandrolisai, situato sul versante occidentale del Gennargentu. Il borgo, sviluppatosi sul nucleo dell'antica Villa di Leonisa, fece parte della curatoria del Mandrolisai, compresa nel Giudicato d'Arborea (sec. XI). Nel 1410 fu infeudato alla famiglia Deiana e poi ai marchesi di Oristano, cui fu confiscato nel 1477. Sotto gli Aragonesi e gli spagnoli godette, come tutta la regione, di una certa libertà fino al 1716, quando fu venduto ai Valentino, che possedettero tutto il Mandrolisai, come conti di San Martino, fino all'abolizione dei feudi (1839).§ Del periodo aragonese restano alcuni edifici civili e la parrocchiale di Sant'Antioco, con facciata tardogotica merlata, che conserva altari barocchi e preziosi argenti del Cinquecento. La Pinacoteca d'Arte Moderna e Contemporanea "Antonio Ortiz Echague" espone dipinti di pittori sardi e spagnoli, che, ospiti della città agli inizi del Novecento, dipinsero quadri di soggetto sardo.§ L'economia si basa sull'agricoltura, che produce uva da vino (cannonau e vermentino di Sardegna DOC) e foraggi, sull'allevamento di ovini, caprini e bovini, sullo sfruttamento dei boschi (raccolta di sughero) e sulla produzione artigianale di pregiati tappeti. Molto raffinato è il costume tradizionale femminile.