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Barbusse, Henri

romanziere, polemista e poeta francese (Asnières 1873-Mosca 1935). Del 1895 è la sua prima raccolta di poesie, Les pleureuses (Le piangenti), che comprende liriche d'amore elegiache. Del 1903 è il romanzo Les suppliants (I supplici), studio psicologico sullo stato d'animo dei giovani. Il romanzo L'enfer (1908; L'inferno) e la raccolta di novelle Nous autres (1914; Chi siamo) rivelano una vena satirica nella critica sociale e una notevole violenza nella negazione della idea di divinità e di patria. Nel 1916 B. suscitò grande scalpore con il romanzo Le feu, Journal d'une escouade (Il fuoco, Diario di un drappello), una delle più tragiche e realistiche rappresentazioni degli orrori della guerra che assurdamente viene fatta da coloro che non la vogliono. Nel 1919 pubblicò il romanzo Clarté (Chiarezza) e fondò la rivista dallo stesso titolo che si trasformò rapidamente in un movimento alla ricerca di una possibilità di coesione tra mondo intellettuale e mondo operaio. Le opere che seguirono rivelano istanze politiche sempre più forti: La lueur dans l'abîme (1920; Il chiarore nell'abisso), Le couteau entre les dents (1921; Il coltello fra i denti), Les bourreaux (1926; I carnefici), Les Judas de Jésus (1927; I traditori di Gesù). Sempre più interessato all'ideologia comunista, B. fondò nel 1933 La commune (La comune) cui aderirono Gide e R. Rolland. Dal 1930, fino alla morte, compì frequenti viaggi in Unione Sovietica. Scrisse una biografia di Stalin: Staline (1935).

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