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Bivóna

comune in provincia di Agrigento (64 km), 503 m s.m., 88,60 km², 4225 ab. (bivonesi), patrono: santa Rosalia (4 settembre) e san Francesco (4 ottobre).

Centro situato sul versante destro dell'alta valle del fiume Mogazzolo. Citato già nel sec. XII, si sviluppò a partire dal sec. XIV, quando il genovese De Aurea fece edificare un castello. Venne successivamente infeudato ai Chiaramonte, ai Peralta e ai De Luna. Il conflitto tra i Peralta e i De Luna fu causa della strage dei Bivonesi (1529). Nel sec. XV, con l'elevazione a città ducale, conobbe un notevole sviluppo economico. § La chiesa Madre (sec. XIV) ha il portale decorato e conserva tracce di una costruzione più antica; la chiesa di San Bartolomeo ha il portale del Cinquecento; sono visibili i ruderi del castello medievale. A S dell'abitato si trova il santuario della Madonna dell'Olio (sec. XVI).§ L'economia si basa principalmente sull'agricoltura (cereali, agrumi, olive, uva, mandorle, pesche, ortaggi) e sull'allevamento. Sono presenti aziende operanti nel settore dei materiali per l'edilizia. È attivo l'artigianato delle sedie in legno, dei ricami e merletti e dei piatti in terracotta.

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