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Siracùsa (città)

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capoluogo della provincia omonima, 17 m s.m., 236,24 km², 123.595 ab. secondo una stima del 2007 (siracusani), patrono: santa Lucia (13 dicembre).

Generalità

Città della Sicilia posta sulla costa sudorientale dell'isola, tra il capo Santa Panagia e la penisola della Maddalena, detta “Plemmirio”. Dopo aver raggiunto una grande espansione urbanistica soprattutto a partire dal sec. V a. C., la città si concentrò nell'isola di Ortigia, che costituisce attualmente il nucleo urbano più antico. L'isola sorge a pochi metri dalla terraferma, alla quale è collegata da un ponte, e si allunga nel mare creando due approdi, il Porto Piccolo e il Porto Grande. L'abitato, che per molti secoli non superò più i limiti dell'isola, dopo l'unità d'Italia riprese a espandersi sulla terraferma, con regolare struttura a scacchiera, impostata sull'odierno corso Umberto I, tra la stazione ferroviaria e la darsena, intorno al quale si formò il nucleo centrale della città nuova. Successivamente l'ampliamento urbano si diresse verso W, nell'area compresa tra la costa e la zona archeologica delle latomie. Con l'inizio del Novecento l'incremento demografico e lo sviluppo economico condussero alla realizzazione di ingenti opere pubbliche. L'espansione della città riprese, piuttosto disordinatamente, negli anni Cinquanta, soprattutto nell'area dell'antica “pentapoli”, in seguito al processo di industrializzazione della costa, facendo di Ortigia un'area periferica. La città si presenta quindi divisa in due parti: Ortigia, che ha conservato in parte l'aspetto barocco conferitole dalle ristrutturazioni seguite al terremoto del 1693, e la città moderna, che si estende sulla terraferma, incorporando nel suo tessuto eccezionali testimonianze antiche, fino a raggiungere l'altopiano calcareo dell'Epipoli. La città è sede arcivescovile.

Storia

Luogo su cui sorse un insediamento indigeno, le cui tracce nell'isola di Ortigia risalgono al sec. XV a. C., Syracusa fu fondata da coloni corinzi guidati da Archia di Corinto (734-733 a. C., secondo le indicazioni cronologiche di Tucidide). La città in breve tempo divenne prospera e potente, tanto da fondare alcune subcolonie, tra cui Casmene e Camarina (con quest'ultima si scontrò in seguito, distruggendola). Nel sec. VI a. C. fu teatro di aspre lotte tra i proprietari terrieri (gamoroi), a capo del governo aristocratico, e il popolo; scacciati all'inizio del sec. V a. C., i gamoroi, pur di ritornare in città, appoggiarono le mire espansionistiche di Gelone, tiranno di Gela, che impose il proprio dominio (485 a. C.), distrusse la rivale Camarina e, con l'aiuto di Terone, tiranno di Agrigento, vinse i Cartaginesi nella battaglia di Imera (480 a. C.). Sotto Gelone Siracusa fu ingrandita e conobbe un periodo di grande splendore, proseguito con il successore Gerone I (478-466 a. C.): questi combatté contro Catania e sconfisse gli Etruschi nell'importante battaglia di Cuma (474), che garantì a Siracusa l'egemonia commerciale nel Tirreno meridionale. Con l'espulsione di Trasibulo (461 a. C.), che ottenne di ritirarsi a Locri, il governo democratico sostituì la tirannide; Siracusa attuò una politica espansionistica contro Agrigento e contro Lentini, alleata di Atene. Coinvolta nella guerra del Peloponneso, dopo alterne vicende respinse l'assedio degli Ateniesi (413 a. C.). Nel 405 a. C. Dionisio I si impadronì del potere, consolidando il proprio controllo nella parte occidentale della Sicilia greca e sulle coste meridionali, e inaugurò grandiose opere di fortificazione. Dopo un travagliato periodo di lotte intestine (metà sec. IV a. C.), con Timoleonte venne promossa la riorganizzazione della città. Con AgatocleSiracusa intraprese un'attiva politica espansionistica (contro Cartagine) e di alleanze (con i centri della Magna Grecia). Nel 278 a. C. Siracusa chiese l'appoggio di Pirro nella lotta contro i Cartaginesi, mentre Gerone II, impadronitosi del potere nel 276 a. C., si alleò con Cartagine per far fronte alla crescente minaccia romana, trattando però con i Romani una pace separata. Assediata dal console Marcello nel 214 a. C., nonostante la strenua difesa cui collaborò anche Archimede, Siracusa fu conquistata nel 212 a. C. dai Romani e divenne civitas decumana (soggetta cioè al pagamento di un'imposta) e colonia sotto Augusto (21 a. C.). Conservò in età imperiale una certa importanza, avviandosi però verso il declino, soprattutto dopo le spoliazioni di cui soffrì sotto il propretore Gaio Verre (73-71 a. C.). Saccheggiata dai Franchi nel 278, fu in seguito occupata dai Goti (493). Conquistata da Belisario nel 535, divenne capitale dell'Impero d'Oriente e metropoli di tutte le chiese siciliane e, dal 663 al 668, residenza dell'imperatore Costante II. Durante la dominazione araba (878-1038) Siracusa fu città fiorente per i commerci e le arti. Nel 1038 venne riconquistata dai Bizantini capeggiati da Giorgio Maniace, mentre nel 1086 venne presa dai Normanni. Passata nel 1195 agli Svevi, fu favorita da Federico II che vi soggiornò molte volte. Durante i Vespri siciliani si schierò con gli Aragonesi e nel 1298 respinse l'assedio degli Angioini. Ricompensata con privilegi e immunità, fu nominata capitale del vasto territorio del demanio della regina Costanza (Camera Reginale) nel 1361. Gravemente colpita dai terremoti del 1542 e del 1693, intraprese una grandiosa opera di ricostruzione e fortificazione. Si ribellò ai Borbone nel 1837, prese parte ai moti popolari del 1848 e, nel 1860, fu conquistata da Garibaldi. Durante la seconda guerra mondiale subì notevoli danni a causa dei bombardamenti.

Archeologia e arte

Compresa nella poderosa cinta muraria eretta per volere di Dionisio I, la potente “pentapoli” di Siracusa era costituita nell'antichità da cinque quartieri: Acradina, Tyche, Neapoli, Epipoli e Ortigia. L'odierna Siracusa si compone di due parti: sull'isola di Ortigia si trova il nucleo più antico, mentre sulla terraferma è l'abitato moderno sorto nel sec. XX. Nel Parco archeologico della Neapoli si trovano i principali monumenti classici siracusani. Il teatro greco (sec. V a. C.), uno dei più grandiosi del mondo classico, dal diametro di circa 140 m, è ricavato quasi interamente nella roccia del colle Temenite; l'aspetto attuale è il risultato di un rifacimento del sec. III a. C., promosso da Gerone II, e dei rimaneggiamenti risalenti alla dominazione romana. La monumentale ara di Gerone II (sec. III a. C.), della quale resta il basamento rettangolare ricavato interamente nella roccia, è il più grande altare di età greca conosciuto. L'anfiteatro romano (sec. III o IV), dalle ragguardevoli dimensioni, è in parte ricavato nella roccia del colle Temenite. Sfruttate come cave per la costruzione del quartiere di Neapoli, le latomie, che servirono anche da prigioni o da umili abitazioni, risalgono probabilmente al sec. V a. C. Nella latomia del Paradiso si distinguono l'“Orecchio di Dioniso”, così chiamato da Caravaggio nel 1608 per la sua forma e la straordinaria capacità di amplificare ogni più debole suono, e la grotta dei Cordari, dagli scenografici effetti di luce; sono collegate da un arco scavato nella roccia la latomia Intagliatella, caratterizzata da un grosso pilastro centrale, e quella di Santa Venera, dalla lussureggiante vegetazione. A E della latomia del Paradiso sono le necropoli Grotticelle, tra le cui numerose tombe spicca quella detta “di Archimede” (in realtà un colombario romano del sec. I), con facciata monumentale costituita da due colonne sorreggenti un frontone. La chiesa di San Giovanni Evangelista, di cui restano soltanto parti del colonnato centrale e l'abside, fu fondata in età bizantina e ricostruita in epoca normanna e alla fine del Seicento; è affiancata dall'ingresso che conduce alla cripta di San Marciano, primo vescovo della città, da cui si accede alle catacombe di San Giovanni, vasta necropoli risalente al sec. IV. Notevole è il complesso della chiesa di Santa Lucia, risalente al sec. VI, ricostruita dai Normanni nel sec. XII e rimaneggiata nel Seicento; conserva della struttura normanna le absidi semicircolari, il portale e parte del campanile, mentre il rosone è del sec. XIV. Sotto la chiesa e la piazza antistante si trovano le vastissime catacombe di Santa Lucia. Nell'area degli scavi di piazza della Vittoria sono visibili i resti del santuario di Demetra e Kore (sec. V a. C.). Alle spalle della piazza, al centro di un parco, sorge il santuario della Madonna delle Lacrime, costituito da un'ampia cripta (1966-68), sormontata da un'alta costruzione a forma di cono (74 m), consacrata nel 1994 e visibile da moltissimi punti della città. A Ortigia, presso la stazione, sono le rovine del ginnasio romano, complesso monumentale risalente alla fine del sec. I; nella piazza Pancali sorge il tempio dorico dedicato ad Apollo, risalente agli inizi del sec. VI a. C. Sulla piazza del duomo, significativo complesso di architettura barocca, prospettano il Palazzo Arcivescovile, rinascimentale ma rimaneggiato nel Settecento, il medievale palazzo Beneventano del Bosco (ristrutturato nel sec. XVIII), e la chiesa di Santa Lucia alla Badia, distrutta dal terremoto del 1693 e ricostruita nel sec. XVIII su progetto di Luciano Caracciolo. La maestosa cattedrale, nelle sue forme attuali, è il risultato della sovrapposizione di diverse strutture, la più antica delle quali corrisponde al grande tempio dorico di Atena (sec. V a. C.), le cui colonne sono incorporate nelle mura esterne dell'edificio. La fastosa facciata barocca, a due ordini separati da una balaustra in ferro battuto, con colonne corinzie e profonde cornici, è opera di Andrea Palma (1725-53) e l'interno, a tre navate, custodisce preziose opere d'arte, tra cui il ciborio di Luigi Vanvitelli (1752), San Zosimo, tavola con fondo in oro attribuita ad Antonello da Messina e statue di Antonello Gagini (Santa Lucia, 1526, Madonna della Neve, 1512). Sotto il Palazzo del Senato, sede municipale, chiamato anche “palazzo Vermexio” dal nome dell'architetto Giovanni Vermexio che lo eresse nel sec. XVII nelle tipiche forme del barocco siciliano, sono i resti di un tempio ionico arcaico. Al centro di piazza Archimede, su cui prospettano numerosi edifici signorili, tra cui il palazzo Lanza-Bucceri (sec. XV), è la splendida fontana di Artemide, restaurata, che rappresenta la metamorfosi della ninfa Aretusa. Delle mura medievali che cingevano la città resta soltanto la porta Marina (sec. XIV), passata la quale, su una vasta terrazza affacciata sul mare è la suggestiva fonte Aretusa, la cui struttura attuale risale al 1843; nelle sue acque vivono varie specie di pesci e anatre e crescono alcuni papiri. L'imponente castello Maniace, eretto nel sec. XIII per volere di Federico II sull'estrema punta dell'isola di Ortigia, conserva la poderosa mole a pianta quadrata, con quattro torrioni cilindrici e portale gotico.

Musei e biblioteche

Il Museo Archeologico Regionale “Paolo Orsi” raccoglie notevole materiale preistorico e protostorico proveniente da tutta la Sicilia e reperti dell'età classica greca e romana (corredi funerari, ricche collezioni di ceramiche, terrecotte e monete), tra cui la statua della Venere Anadiomene, detta Venere Landolina, un notevole kûros di marmo e statue fittili del sec. VI a. C. La Galleria Regionale di Palazzo Bellomo (edificio duecentesco, rimaneggiato nel sec. XV) conserva sculture e tele medievali e rinascimentali, dipinti catalani, siciliani e veneti dei sec. XIV-XV (tra cui l'Annunciazione di Antonello da Messina e la preziosa tela del Caravaggio, Seppellimento di Santa Lucia, 1608, proveniente dalla chiesa di Santa Lucia), collezioni di presepi, gioielli e ceramiche. La Biblioteca Arcivescovile Alagoniana, ubicata nel Palazzo Arcivescovile, custodisce codici miniati greci latini e arabi, incunaboli e una collezione numismatica. Il Museo del Papiro, istituito nel 1989, documenta la storia di questo materiale e dei suoi usi e conserva papiri antichi dal XV secolo a. C. all'VIII, oltre che vari manufatti in papiro (barche provenienti dai laghi africani, decorazioni parietali e utensili) e materiali e strumenti utilizzati per la scrittura.

Economia

Siracusa, con Priolo e Augusta, è parte di una delle zone industriali più attrezzate della Sicilia: sono presenti industrie meccaniche, chimiche, petrolchimiche, alimentari, cartarie, del legno e dei materiali da costruzione. L'agricoltura è fiorente nella piana di Siracusa, con produzione di uva da vino (da cui si produce il rinomato moscato di Siracusa DOC), agrumi, ortaggi e frutta; è praticato il florovivaismo. Sono rilevanti nell'economia locale, inoltre, le attività portuali e gli scambi commerciali. Caratteristiche sono la lavorazione artigianale del papiro e la riproduzione di oggetti classici. Molto fiorente è il turismo, attratto dalle bellezze naturali del litorale e dallo straordinario patrimonio artistico della città.

Curiosità e dintorni

Tra maggio e giugno, ogni anno, nel teatro greco del Parco archeologico della Neapoli, si rinnova la tradizione del teatro classico, con il ciclo delle rappresentazioni organizzate dall'Istituto Nazionale del Dramma Antico (INDA), che a Siracusa ha sede. A dicembre, in occasione della Festa di Santa Lucia, patrona della città, e in virtù di un gemellaggio con Stoccolma, Siracusa ospita la Settimana Svedese, con varie manifestazioni artistiche e culturali. La città diede i natali, tra glia altri, al matematico e fisico Archimede (287-212 a. C.), all'attore Salvo Randone (1906-1991), allo scrittore Elio Vittorini (1908-1966), cui sono intitolati il parco letterario e un importante premio, e al campione di immersione subacquea Enzo Maiorca (1931). A 8 km dall'abitato è il castello Eurialo (sec. IV a. C.), che, posto sul vertice dell'altopiano dell'Epipoli, dove confluiscono le mura a N e a S della città, rappresenta una delle più geniali e poderose opere di architettura militare di tutto il mondo greco. Il mastio, più volte rimaneggiato, ha forma trapezoidale, con cinque torrioni, ed è preceduto da tre fossati scavati nella roccia. Nei dintorni è la mitica fonte Ciane, da cui ha origine l'omonimo corso d'acqua su cui crescono, come lungo le sponde del fiume Anapo, alcune siepi di papiro molto raro in Europa. La fonte, nei cui pressi sono visibili i resti del tempio di Giove Olimpico (sec. V a. C.), il fiume Ciane fino alla foce e le antiche saline di Siracusa costituiscono una riserva naturale protetta.

Bibliografia

A. Pecora, Insediamento e dimora rurale nella regione degli Iblei, Messina, 1959; G. e S. Agnello, Siracusa barocca, Roma, 1961; P. Loic-Berger, Syracuse, Bruxelles, 1967; L. Trigilia (a cura di), Siracusa: quattro edifici religiosi, Siracusa, 1991.