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Boudjedra, Rachid

scrittore algerino di lingua francese (Aïn-Beida 1941). Sin dai primi romanzi, originalissimi per lo stile ora martellante ora lirico, è presente, ossessivo fino alla nevrosi, il tema dell'abuso del potere nella vita politica, sociale, religiosa, sessuale e familiare, tipico del mondo islamico (La répudiation, 1969, Il ripudio; Le vainqueur de coupe, 1981, Il vincitore della coppa). Ha pubblicato anche due raccolte di liriche: Pour ne plus rêver (1965; Per non sognare più) e Greffe (1983; Innesto). La grande forza narrativa dell'autore algerino non si smorza in Le désordre des choses (1991; Il disordine delle cose) e in Fils de la haine (1992; Figlio dell'odio) in cui la denuncia delle contraddizioni della realtà islamica si accompagna a una narrazione spezzata costruita su monologhi interiori con l'impiego di numerose metafore. Timimoun (1995) è il romanzo più riuscito letterariamente: il dramma politico dell'Algeria e quello personale dell'autore sono raccontati con pacatezza e, dietro l'apparente semplicità, si cela un'opera di grande levatura. Nelle Lettres algériennes (1995; Lettere algerine) Boudjedra si indirizza una serie di lettere da diverse località del Mediterraneo, in cui parla di politica e di razzismo, di guerra e di televisione. Con Peindre l’Orient (1996; Dipingere l'Oriente), lo scrittore commenta il fascino che l'Oriente ha sempre esercitato sull'arte occidentale, che tuttavia a sua volta ha influenzato i Paesi orientali mentre nel romanzo Fascination (2000) racconta la storia di due bambini adottati da una famiglia algerina durante la guerra d'Algeria. Nel 2007 è uscito Hôtel Saint Georges.

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