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Cànolo

comune in provincia di Reggio di Calabria (120 km), 432 m s.m., 28,22 km², 957 ab. (canolesi), patrono: san Nicola di Bari (6 dicembre).

Centro posto nell'alta valle della fiumara Novito, immerso in un pittoresco paesaggio di rupi rossastre note come le “Dolomiti del Sud”; è compreso nel Parco Nazionale dell'Aspromonte. Incluso nello Stato di Gerace, appartenne a vari rami della famiglia Caracciolo e a numerosi altri feudatari. Fu gravemente danneggiato dal terremoto del 1783 e dall'alluvione del 1951, in seguito alla quale buona parte della popolazione fu costretta a trasferirsi nella frazione Canolo Nuova, situata a NW sui piani di Milea. Nell'abitato sorgono il settecentesco palazzo dei Larosa e la chiesa della Madonna di Prestarona. § L'economia si basa in prevalenza sull'agricoltura, con coltivazioni di cereali, olivi, viti e ortaggi; è inoltre praticato lo sfruttamento dei boschi (legname, castagne e funghi). Il paese è noto per il tradizionale artigianato della concia delle pelli. In località Gazzari sgorga una fonte di acqua oligominerale con proprietà diuretiche. È discretamente sviluppato il turismo estivo.