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CIAM (architettura)

(sigla dei Congrès Internationaux d'Architecture Moderne). Incontri internazionali di architetti e urbanisti, riunitisi per la prima volta in congresso a La Sarraz (Svizzera) nel 1928, per creare un momento di riunione e di scambio di esperienze tra gli esponenti del Movimento Moderno, allo scopo di considerare sotto una prospettiva unitaria i molteplici problemi dell'architettura moderna. Questi incontri rappresentarono soprattutto un valido strumento di propaganda e di diffusione del Movimento Moderno. Dopo il II e il III congresso (che si tennero a Francoforte, nel 1929, sul concetto di alloggio minimo, e a Bruxelles, nel 1930, sul problema del quartiere), determinante divenne la presenza di Le Corbusier. Soprattutto a partire dal IV congresso, svoltosi nel 1933 in navigazione da Marsiglia ad Atene, che diede luogo alla “Carta di Atene”, documento chiave di un modo di affrontare il problema urbanistico a livello di sistematica generale, astrattiva e inadeguata rispetto alla contemporanea crisi del razionalismo. Malgrado durante la fase bellica i CIAM fossero rimasti per gli architetti l'unica possibilità di incontro a livello internazionale, la loro crisi si aggravò nel dopoguerra: la presenza di giovani architetti (Rogers, Kahn, Tange, ecc.) ampliò la problematica, ma contribuì ad accentuare il dissidio tra il pragmatismo delle nuove leve e il conservatorismo culturale dell'organizzazione. Il progressivo sfaldamento dei contenuti ideologici della cultura razionalista contribuì al declino dell'attività dei CIAM, che si sciolsero dopo l'XI congresso, tenutosi a Otterlo nel 1959.