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Camandóna

comune in provincia di Biella (18 km), 792 m s.m., 9,52 km², 401 ab. (camandonesi), patrono: san Grato (7 settembre).

Centro esteso sul versante settentrionale dell'alta Valstrona, alla sinistra del torrente Cervo; sede comunale è Bianco. Il territorio ebbe le stesse vicende di Bioglio, da cui si separò nel 1629 pur continuando a far parte dello stesso feudo fino al 1722, quando fu assegnato a Giovanni Battista Marchisio che, un decennio più tardi, lo cedette a Giovanni Roggero Margheri. § Nell'abitato, inserito in un paesaggio ricco di castagni e faggi, sorge la parrocchiale di San Grato e Policarpo: decorata nel 1865, custodisce un pulpito ligneo barocco (sec. XVII) ed è affiancata da un'antica torre medievale da segnalazione adattata a campanile. Nei dintorni sorge il santuario del Mazzucco. § L'economia si basa su imprese attive nel settore tessile (lavorazione della lana) e sull'industria meccanica. Si pratica l'allevamento (bovini, ovini, caprini). Base di partenza per escursioni sul monte Colmetto, vede in espansione il turismo.