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Caprìglia Irpina

comune in provincia di Avellino (9 km), 575 m s.m., 7,38 km², 2281 ab. (caprigliesi), patrono: san Nicola di Bari (6 dicembre).

Centro della conca avellinese, posto nella media valle del fiume Sabato. Citato nel 995 e in seguito fortificato (il suo castello è ricordato nel 1157), fu concesso in feudo a Ruggero dell'Aquila. Nel 1345 fu dato ai D'Aquino, che ne conservarono il possesso per oltre un secolo. Successivamente appartenne ai Carafa e ai Caracciolo; nel 1780 passò alla famiglia Macedonio. Fu gravemente danneggiato dal terremoto del 1980. § Il palazzo Carafa (sec. XV-XVIII), costruito sui resti dell'antico castello feudale, è visibile da ogni punto della vallata. Il corpo centrale presenta due torri, a sezione concava, con merlatura guelfa. La chiesa di San Nicola di Bari (rifatta nel sec. XVIII) conserva all'esterno materiale di spoglio di età romana. § Le principali risorse economiche provengono dall'agricoltura, che produce uva (vino fiano di Avellino DOC), olive, nocciole e frutta, e dall'allevamento bovino e bufalino, con produzione di latte.