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Caramagna Piemónte

comune in provincia di Cuneo (51 km), 257 m s.m., 26,27 km², 2670 ab. (caramagnesi), patrono: Beata Caterina Mattei (quarta domenica di settembre).

Centro situato nell'alta Pianura Padana, alla destra del torrente Maira. D'incerta origine, fu citato per la prima volta in un documento del 1205. Fu possesso di Olderico Manfredi, passando poi ai marchesi di Saluzzo (sec. XII). Dopo essere appartenuto ai Savoia, fu di Asti (1256) e nuovamente dei marchesi di Saluzzo (1305); nel 1374 entrò definitivamente a far parte dei domini sabaudi. Fu devastato dagli spagnoli nel 1544 e nel 1690. § Molto ben conservati sono alcuni edifici di origine medievale, tra cui la casa della Beata Caterina Mattei, la casa della Credenza (sec. XIV) e la parrocchiale di Santa Maria, abbazia benedettina del sec. XI, successivamente rimaneggiata, con facciata del sec. XIX e abside e campanile gotici (sec. XV). Al sec. XVII risale la chiesa dell'Arciconfraternita di Santa Croce, dove si conservano un crocifisso del Plura e un altare maggiore del Vittone. § L'agricoltura è rivolta soprattutto alla coltivazione di foraggi, cui è legato un fiorente allevamento bovino; sviluppata la pioppicoltura. L'industria opera nei settori meccanico e alimentare (produzione di formaggi tipici piemontesi, in particolare bra).