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Casòrzo

comune in provincia di Asti (22 km), 275 m s.m., 12,59 km², 687 ab. (casorzesi), patrono: san Vincenzo (22 gennaio).

Centro del Basso Monferrato, situato su un'altura tra le valli dei torrenti Rotaldo e Grana. Nel 1164 fu infeudato da Federico Barbarossa ai marchesi del Monferrato e restò in loro possesso, salvo brevi interruzioni, fino al 1454, quando fu dato in feudo agli Zabaldani di Altavilla. Nel 1594 per investitura dei Gonzaga fu assegnato a Giovan Battista Lodrone, ucciso poi dal popolo. § Nella parte alta dell'abitato sorge la duecentesca chiesa della Madonna delle Grazie, che della costruzione romanica conserva il lato destro e l'abside in tufo giallo. Fu progettata dall'architetto monferrino F. O. Magnocavallo la parrocchiale di San Vincenzo Martire, dalla facciata in cotto. § Sono sviluppati l'allevamento, l'agricoltura (uva, cereali, foraggi) e l'industria manifatturiera (produzione dello spumante rosato malvasia).