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Monferrato

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Territorio

Regione storico-geografica del Piemontecentromeridionale dai confini non ben definiti, prevalentemente compresa nelle province di Asti e di Alessandria, con qualche lembo in quelle di Torino e di Cuneo. Si estende tra il corso del Po nel suo tratto fra Chivasso e Valenza, a N, la regione collinare delle Langhe a S, la bassa pianura cuneese e il pianalto di Poirino a W, e la pianura alessandrina a E. Il Monferrato è una regione di colline, costituita da rilievi cenozoici dolcemente ondulati in cui predominano calcari marnosi, sabbie e argille. Le valli del Borbore e del Tanaro dividono il territorio in due parti, il Basso Monferrato a N, fino al corso del Po, e l'Alto Monferrato, attraversato a S dal torrente Belbo. Sono presenti due piccoli parchi naturali regionali, quello di Rocchetta Tanaro, bosco di querce che ospita la tipica fauna padano-collinare (volpi, tassi, ricci, scoiattoli ecc.), e quello del Sacro Monte di Crea, che tutela un'emergenza architettonica e artistica cinquecentesca e il bosco che la circonda.

Popolazione ed economia

Il Monferrato è una regione abbastanza popolata, in rapporto alla natura accidentata del territorio: l'antica diffusione della piccola proprietà contadina ha favorito la disseminazione delle abitazioni nelle campagne, limitando al tempo stesso il fenomeno emigratorio. I paesi, a volte dominati da un castello, sono spesso arroccati sulla cima dei colli, e anche molte strade percorrono le creste sommitali, unendo fra loro i vari borghi. I centri maggiori (Canelli, Nizza Monferrato, San Damiano d'Asti) si trovano però nei fondivalle, mentre i due poli urbani principali, Asti e Casale Monferrato, si sono sviluppati in piano, presso il Tanaro e il Po. L'economia del Monferrato ha il suo punto di forza e il suo aspetto più noto nella viticoltura, diffusa quasi dovunque e che fornisce vini di pregio come lo spumante d'Asti, il moscato d'Asti, il barbera, il grignolino e la freisa. Intorno a Canelli sono sorti numerosi stabilimenti enomeccanici (macchine per la lavorazione, l'imbottigliamento e il trasporto del vino) che fanno dell'area il principale distretto europeo del settore; i calcari marnosi delle colline intorno a Casale Monferrato hanno favorito l'impianto nella zona di cementifici. Il turismo è limitato dalla mancanza di stazioni di villeggiatura e di importanti città d'arte, ma ha un certo sviluppo in ambito regionale grazie all'agriturismo, alla presenza di emergenze artistiche “minori” quali castelli, chiese campestri e piccoli centri storici, e alle attrattive enogastronomiche.

Storia

In seguito alla divisione della Marca di Aleramo e alla cessione di alcuni territori da parte di Berengario II, tra i sec. X e XI si costituì il marchesato del Monferrato, con a capo gli Aleramici. Il Monferrato raggiunge l'apice della sua potenza con Guglielmo VII il Grande (morto nel 1292), che riuscì ad abbattere il dominio angioino in Piemonte, mentre la famiglia degli Aleramici si andava ormai estinguendo. Sede del governo fu Chivasso fino al 1435 e in seguito Casale. Dopo la morte di Giangiorgio (1533), privo di discendenza, il marchesato, sempre costretto a difendersi dalle mire espansionistiche dei comuni vicini (Asti e Vercelli in particolare), e più tardi anche dei Savoia e dei Visconti, divenne debole e fu conteso da Federico II di Mantova e Carlo II di Savoia. Nel 1536 intervenne l'imperatore Carlo V affidando il marchesato a Federico II. In seguito alle devastazioni causate dalla guerra franco-spagnola, i duchi di Mantova, e particolarmente Vincenzo I, divisero il territorio del Monferrato in numerosi piccoli feudi, mettendoli in vendita. Le mai sopite pretese dei Savoia sfociarono nel 1612-17 e nel 1627-31 in due aspre guerre conclusesi con la Pace di Cherasco, che determinò il passaggio del territorio ai Savoia di Alba e Trino. Nel 1675 l'imperatore Massimiliano II trasformò il marchesato in ducato, ma i Gonzaga proseguirono nella loro avida politica: nel 1681 Ferdinando Carlo di Gonzaga vendette Casale a Luigi XIV, provocando la reazione dell'imperatore che lo dichiarò reo di fellonia e assegnò (1708) il Monferrato a Vittorio Amedeo II di Savoia: la cessione fu confermata dai successivi trattati di Utrecht (1713) e di Rastatt (1714). Il Monferrato seguì da allora le sorti del Piemonte e durante la dominazione francese costituì il dipartimento del Tanaro.