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Asti (provincia)

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provincia del Piemonte, 1511 km², 218.081 ab. (stima 2007), 142 ab./km², capoluogo: Asti. Comuni: 118. Sigla: AT.

Generalità

Istituita nel 1935 con i comuni più occidentali della provincia di Alessandria, la provincia di Asti, confinante con quelle di Torino, Alessandria e Cuneo e, per un brevissimo tratto, con quella di Savona. È interamente collinosa, salvo una stretta fascia pianeggiante lungo il fiume Tanaro ed è, pertanto, il regno della vite, i cui filari ricoprono i pendii fino alla cima dei “bric” (come vengono qui chiamati i colli).

Territorio

Le colline argillose e sabbiose del Monferrato (Basso Monferrato a N di Asti, fino alle colline del Po, Alto Monferrato a S) occupano quasi tutta la zona, tagliate però in due punti dalle valli del Tanaro e del Belbo, che attraversano la provincia da W a E. A S del torrente Belbo , anche la Bormida di Millesimo percorre nello stesso senso la cuspide meridionale dell'area, isolando a S una porzione di colline più alte, già facenti parte delle Langhe e culminanti nel Bric Puschera (845 m), massima elevazione della provincia. I principali assi idrografici sono il Belbo (anch'esso confluente nel Tanaro, ma più a valle) e il Tanaro, con i suoi affluenti Borbore e Versa; dove questi ultimi tre fiumi si uniscono sorge Asti, in una piana che ha consentito lo sviluppo edilizio della città, ma facilmente alluvionabile (come è accaduto nella rovinosa inondazione del novembre 1994). Nel 1980 è stato istituito il Parco Naturale Regionale di Rocchetta Tanaro a tutela dell'area boschiva che si estende tra le colline del Monferrato. Il clima è di tipo continentale, con inverni piuttosto freddi ed estati calde; le precipitazioni, distribuite durante tutto l'anno, con massime nella tarda primavera e nel tardo autunno, si aggirano in media sui 600 mm annui, con valori superiori ai 1000 mm nelle colline più elevate. Dall'ultimo decennio del sec. XX la popolazione della provincia si è mantenuta sostanzialmente stabile, poiché il saldo naturale negativo e il modesto flusso migratorio dall'estero si bilanciano. La rete urbana è fortemente polarizzata su Asti, quarta città del Piemonte per densità demografica e unico centro provinciale di una certa consistenza; al di fuori del capoluogo, soltanto Nizza Monferrato e Canelli raggiungono i diecimila abitanti. Alla scarsità di centri urbani fa da contrappeso una grande diffusione di borghi arroccati sulla cima delle colline e di case sparse, cosicché il Monferrato astigiano si presenta, malgrado la scarsità di aree pianeggianti, piuttosto popolato. Assi principali delle comunicazioni sono la ferrovia Torino-Genova e l'autostrada A21 Torino-Piacenza-Brescia, da cui si dirama ad Asti la SS 231 per Alba e Cuneo; una fitta rete di strade locali si estende sulle colline del Monferrato, percorrendo i fondivalle e le creste.

Economia

L'immagine economica dell'Astigiano è legata in primo luogo alla vite, che fornisce vini di pregio e notissimi in tutto il mondo, come lo spumante d'Asti e il moscato d'Asti. La viticoltura può essere in effetti considerata come il settore trainante dell'economia provinciale: non solo per le attività agricole direttamente connesse (cui si affiancano colture cerealicole, frutticole e degli ortaggi), ma anche per le sue ricadute sul sistema industriale, che vede la presenza ad Asti e Canelli di numerosi stabilimenti enologici e, intorno a Canelli, di un comprensorio enomeccanico (macchine per la lavorazione, l'imbottigliamento e il trasporto del vino), che è il più importante d'Europa. L'industria è inoltre presente, soprattutto intorno al capoluogo, con imprese operanti anche nei comparti tessile, dell'abbigliamento, del legno e meccanico (componentistica per auto). Il turismo, data la mancanza di stazioni di villeggiatura e di città d'arte, a parte Asti, ha il suo punto di forza nel settore vitivinicolo, grazie all'agriturismo e ai circuiti enogastronomici.