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Castèl di Lùcio

comune in provincia di Messina (184 km), 753 m s.m., 28,37 km², 1561 ab. (castelluccesi), patrono: san Placido (20 agosto).

Centro dei monti Nebrodioccidentali, situato su una dorsale che domina la valle della fiumara di Tusa. Di origine medievale, fu compreso nel feudo di Mistretta fino a quando si costituì in comunità autonoma (sec. XVIII). § Del castello sono visibili i resti di una torre circolare. La chiesa madre (sec. XVII) accorpa due chiese più antiche e custodisce, tra l'altro, un trittico marmoreo della scuola dei Gagini (sec. XVI). Castel di Lucio si trova sull'antica “via del Grano”, un percorso che collega nove comuni delle province di Messina e di Enna, utilizzato in epoca remota per trasportare il grano dall'interno dell'isola verso le città sul mare. § L'economia si basa sull'agricoltura (cereali, olive e legumi) e sull'allevamento bovino; è praticata la lavorazione artigianale della pietra arenaria. § Lungo la fiumara di Tusa è stata allestita una sorta di galleria d'arte all'aperto, con numerose sculture moderne.