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Mistrétta

comune in provincia di Messina (170 km), 900 m s.m., 126,76 km², 5541 ab. (mistrettesi), patrono: san Sebastiano (20 gennaio e 18 agosto).

Centro situato sul versante settentrionale dei monti Nebrodi, nel cui parco regionale è compreso. L'abitato, attraversato dalla strada statale Centrale Sicula, è arroccato sul crinale di un rilievo, tra gli alti rami della fiumara Santo Stefano. Sorge sul luogo dell'antica Amestratus, che in età romana godette dei privilegi municipali. Il borgo si venne formando nel basso Medioevo al riparo del castello-fortezza. Fu quasi sempre città feudale, dall'età normanna fino al 1637, quando divenne città demaniale. § Quello di Mistretta è tra i centri storici meglio conservati dell'isola. La chiesa madre, dedicata a Santa Lucia (medievale ma più volte rimaneggiata), è all'esterno turrita e severa, con il grandioso portale barocco tra due torri campanarie (pregevole quello del fianco destro, del 1494); all'interno è adorna di cappelle cinquecentesche, di sculture in legno, in marmo e in argento e di quadri. La chiesa di Santa Caterina (sec. XVI) conserva la massiccia torre campanaria della primitiva costruzione e una statua raffigurante la santa (1493). Begli esempi di architettura civile sono il palazzo barocco Russo e il secentesco palazzo Scaduto, con pregevoli balconate, il palazzo Salamone-Giaconia e la villa Garibaldi. Nel Museo Civico Polivalente sono esposti reperti di epoca greca e romana, alcune pergamene risalenti al Quattrocento e tele del Seicento e del Settecento. § L'economia si basa sull'agricoltura (cereali, olive, agrumi e uva da vino) e sull'allevamento di caprini, bovini e bufali. È attivo l'artigianato della ceramica. § L'8 settembre si svolge la Festa della Madonna della Luce, con la Sfilata dei Giganti, che rimandano alla tradizione di Mata e Grifone, i due mitici fondatori di Messina. Vi nacque il linguista e orientalista Antonino Pagliaro (1898-1973).