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Catània (provincia)

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provincia della Sicilia, 3552 km², 1.081.915 ab. (stima 2007), 303 ab./km², capoluogo: Catania. Comuni: 58. Sigla: CT.

Generalità

Seconda provincia siciliana, dopo quella di Palermo, per estensione e numero di abitanti, è la più densamente popolata della regione. Si affaccia sul mar Ionio a E ed è delimitata dalle province di Messina, Enna, Caltanissetta, Ragusa e Siracusa. Simbolo della provincia è l'Etna, il più elevato vulcano d'Europa, che domina con la sua possente sagoma l'intero paesaggio provinciale, scandendo con i suoi fenomeni eruttivi la vita del Catanese.

Territorio

Il territorio provinciale comprende, oltre all'apparato vulcanico dell'Etna, con la valle del Bove, caratterizzata dalla presenza di numerosi crateri ormai inattivi e da un paesaggio in continua evoluzione a causa dell'accumulo della lava eruttata di volta in volta dal vulcano, buona parte della piana di Catania, costruita dalle alluvioni del Simeto e dei suoi affluenti, il versante nordoccidentale dei monti Iblei e la sezione meridionale dei monti Erei. Il principale corso d'acqua è il Simeto, che, dopo aver lambito il versante occidentale dell'Etna, attraversa la piana di Catania, dove riceve da destra le acque dei fiumi Dittaino e Gornalunga. Immediatamente a N dell'Etna scorre l'Alcantara, che, alimentato da sorgenti perenni, segna per un buon tratto il confine con la provincia di Messina. La maggiore emergenza ambientale è legata all'eccessiva concentrazione edile e abitativa che caratterizza l'area del capoluogo e le pendici dell'Etna. Questa, oltre a provocare elevati tassi di inquinamento (atmosferico, delle falde acquifere e della costa), fa sì che molti abitati siano costantemente esposti ai fenomeni parossistici del vulcano, spesso accompagnati da scosse sismiche di una certa entità, anche se l'Istituto Internazionale di Vulcanologia di Catania è impegnato in un costante monitoraggio dell'attività eruttiva, per prevenire eventi disastrosi, come quello del 1669, quando la parte occidentale della città fu inghiottita dalla lava. Il compito di salvaguardare il locale patrimonio ambientale è stato affidato al Parco Regionale dei Nebrodi, a quello dell'Etna e al Parco Fluviale dell'Alcantara, che custodisce le famose gole, caratterizzate da spettacolari pareti di prismi basaltici. A questi si aggiungono varie riserve naturali, come quella dell'Oasi del Simeto, e la Riserva Marina Isole Ciclopi, che tutela le piccole isole e i faraglioni vulcanici che si ergono a poca distanza dalla costa antistante Aci Trezza. Il clima risente sensibilmente della varietà morfologica del territorio: la fascia costiera, moderatamente irrorata dalle piogge, è caratterizzata da inverni miti ed estati calde, ma addolcite dallo spirare della brezza marina. Caratteri di semicontinentalità, invece, ha la piana di Catania, con estati molto calde e scarse precipitazioni, inferiori ai 600 mm annui; più abbondanti, ma insufficienti alle esigenze agricole, sono quelle che interessano i rilievi dell'interno, caratterizzati da un maggior grado di continentalità rispetto alla piana di Catania. L'apparato vulcanico dell'Etna presenta anche dal punto di vista climatico caratteristiche proprie: nella parte più elevata le temperature sono molto basse, per molti mesi sotto lo zero; le precipitazioni, abbondanti, superano i 2000 mm annui e, nei mesi invernali, sono quasi sempre nevose. La consistenza demografica provinciale, dopo aver fatto registrare un vero e proprio picco di crescita a partire dagli anni Settanta del Novecento, è in lieve flessione a causa dei valori negativi del saldo del movimento naturale, abbastanza compensato, però, dal flusso migratorio. La popolazione, assai rada in gran parte della piana di Catania e sui rilievi dell'interno, si addensa sui versanti meridionali e orientali dell'Etna, dove raggiunge valori di densità molto elevati. Anche i maggiori centri abitati, se si esclude Caltagirone, che sorge sulle propaggini meridionali dei monti Erei, si trovano tutti sulle pendici o alla base dell'apparato vulcanico; essi sono, oltre al capoluogo, dove vive più di un terzo della popolazione provinciale e che resta il polo demograficamente più attrattivo di tutta la Sicilia orientale, Acireale, Paternò, Misterbianco, Adrano e Gravina di Catania. L'area metropolitana catanese ha iniziato a espandersi già durante gli anni Settanta, estendendosi nell'ultimo decennio del Novecento lungo la costa, fino a raggiungere le propaggini dell'area metropolitana messinese. Buona la rete viaria che attraversa la provincia, servita da due autostrade molto frequentate, la A18 Messina-Catania e la A19 Palermo-Catania. La SS 114 Orientale Sicula assicura i collegamenti con il Siracusano, e mentre la SS 417 si inoltra fino a Caltagirone, la SS 194 conduce da N nel Ragusano. Le principali linee ferroviarie che attraversano il territorio sono la Messina-Catania-Siracusa, lungo la costa ionica, e la Palermo-Catania, che attraversa l'interno dell'isola. L'aeroporto di Catania-Fontanarossa è il maggiore scalo regionale e serve, soprattutto con voli nazionali, ma anche internazionali, l'intera Sicilia orientale. Il golfo del capoluogo, dotato di buone strutture e infrastrutture, è collegato con Marina di Ravenna, Livorno, Napoli e Malta.

Economia

La grande fertilità dei suoli di origine vulcanica e l'irrigazione artificiale favoriscono la diffusione dell'agricoltura, che riveste ancora un'importanza fondamentale nel quadro dell'economia provinciale. Il paesaggio agrario si è andato modificando nel tempo, arricchendosi di colture ortofrutticole, floricole e di prati irrigui, e confinando i cereali nelle terre più argillose e compatte. Particolare espansione hanno avuto gli agrumi, gli alberi da frutto, soprattutto peschi e peri, i mandorli, i noccioli e i pistacchi, ma anche le coltivazioni di fichi d'India, mentre i vigneti – in passato fonte principale dell'economia agraria della provincia – interessano una superficie meno estesa. Il settore zootecnico (bovini, ovini, caprini ed equini) ha maggiore rilievo nella parte centrale della piana di Catania, dove spiccano alcune grosse aziende organizzate su base industriale, che provvedono direttamente alla macellazione del bestiame, alla lavorazione del latte e al collocamento dei prodotti caseari. Discreta è la pesca. L'industria, concentrata soprattutto nel polo industriale di Pantano d'Arci, a S del capoluogo, è fiorente nei comparti alimentare, conserviero, chimico-farmaceutico, meccanico, dell'edilizia e dell'abbigliamento. Un ruolo importante spetta ai settori elettronico, informatico e delle telecomunicazioni, compresi nel distretto industriale “Etna Valley”, dove oltre ad aziende di rilevanza nazionale e internazionale sono attive piccole e medie imprese. Altro distretto industriale presente nel territorio è quello di Caltagirone, relativo alla ceramica, con produzioni di pregio. Nel capoluogo è ben sviluppato il terziario, che oltre a svolgere funzioni burocratico-amministrative, commerciali (è tra l'altro un importante mercato ortofrutticolo, ittico e zootecnico grazie all'efficienza del suo porto) e culturali (importante nel campo della ricerca scientifica è la sua università), offre servizi di tipo avanzato. Di rilievo è, infine, l'attività turistica, grazie alle notevoli risorse ambientali del territorio: l'Etna, in primo luogo (con le sue principali località, tra cui Giarre, Linguaglossa, Milo, Nicolosi, Trecastagni, Zafferana Etnea ecc.), le gole dell'Alcantara al confine con il Messinese, e i centri balneari (tra cui San Giovanni la Punta, Riposto, Aci Trezza, Aci Castello ecc.).