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Castelo Branco, Camilo

scrittore portoghese (Lisbona 1825-São Miguelde Seide 1890). Tipico esponente della seconda generazione romantica, è considerato, per la scioltezza e ricchezza della lingua, uno dei grandi maestri della prosa portoghese. Ebbe una giovinezza difficile e avventurosa. Nel 1848 si stabilì a Oporto dove iniziò la sua attività letteraria; scrisse satire, pubblicò le prime poesie e, sui giornali, le prime novelle. Nuovi e tumultuosi amori, scandali e difficoltà economiche, cui si aggiunse infine la cecità, lo condussero al suicidio. Castelo Branco, che ha lasciato versi di scarso valore, saggi interessanti (Curso de literatura portuguesa, 1879) e notevoli opere teatrali, come Agostinho de Ceuta (1848), O Morgado de Fafe em Lisboa (1860) e O Morgado de Fafe amoroso (1863), è soprattutto un narratore: nelle novelle Doze casamentos felizes (1861) e Noites de insónia (1874) osserva la realtà con spirito polemico e impeto balzacchiano. La sua personalità si mostra tuttavia matura soltanto nelle realistiche Cenas contemporâneas (1855-56), che conducono una serrata offensiva antiborghese nei termini di un presocialismo idealistico, ma con attenta visione delle cose al di là di ogni ideologia. Il tono passionale prevale invece nel più famoso tra i suoi romanzi, Amor de perdição (1862), che rielabora fantasticamente elementi autobiografici. In tutt'altro registro sono le Novelas do Minho (1875-76), dove l'osservazione diretta dei costumi popolari dà vita a personaggi resi con magistrale realismo. Ma, essendo il realismo diventato ormai di moda, Castelo Branco vi reagisce con due romanzi di intensa e quasi espressionistica forza caricaturale, Eusébio Macário (1879) e Corja (1880; Gentaglia) dove le forzature realistiche vorrebbero ridicolizzare i modi espressivi della nuova scuola. Nel 1882 uscì il capolavoro di Castelo Branco, A Brasileira de Prazins, storia di un matrimonio di convenienza e dei suoi tragici effetti, cui seguì Vulcões de lama (1886; Vulcani di fango), incentrato su una fitta rete di inganni, meschinità e vendette, in una società priva di valori morali e condannata allo sfacelo.