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Camões, Luís Vaz de-

poeta portoghese (probabilmente Lisbona, ma forse Coimbra, 1524 o 1525-Lisbona 1580). Incerte sono le notizie biografiche di Camões, il maggior poeta del suo Paese, desunte in gran parte dalla sua opera. Nato da una famiglia di nobili decaduti, studiò forse a Coimbra, dove condusse vita tumultuosa fra duelli e facili amori. Soldato in Africa (dov'era stato esiliato, secondo alcuni biografi, per amori di palazzo), a Ceuta perse in combattimento l'occhio destro (1547). Nel 1552, a Lisbona, a causa di una rissa in cui ferì un funzionario di corte, Gonçalo Borges, fu imprigionato per alcuni mesi e poi, su sua richiesta, fu inviato in India. Visse a lungo in Oriente: Gôa, Golfo Persico, Macao. In un naufragio alla foce del fiume Mekong (1559) perdette ogni suo avere: salvò soltanto il manoscritto del suo capolavoro, il poema Os Lusíadas (Lusiadi). Anche a Gôa finì in prigione, ma per debiti. Riacquistata la libertà nel 1567, ottenne il trasferimento in Mozambico, primo ponte per il sospirato ritorno in patria. Nel 1569, essendosi alcuni amici impegnati a pagare i suoi debiti, poté tornare a Lisbona, dove, nel 1572, pubblicò il suo poema, dedicato al giovane re Sebastiano. Divenne celebre e ottenne una modesta pensione regia che non gli impedì di morire in “pura povertà”. Circolarono anche le sue Rimas che, stampate postume a partire dal 1595 e considerate da alcuni critici superiori a Os Lusíadas, comprendono ca. 400 composizioni in parte nei tradizionali metri iberici (redondilhas, cantigas, glosas, vilancetes), in parte d'imitazione classico-italianeggiante (sonetti, canzoni, egloghe, elegie in endecasillabi), nelle quali Camões si rivela profondo conoscitore della lirica italiana, specie del Petrarca, e alterna echi della poesia popolare medievale a raffinatissimi giochi verbali di umanista (che resero assai cari i suoi versi alla Spagna barocca). Nelle rime si riflettono la sua profonda cultura e la ricca e tumultuosa esperienza. Tema prevalente è l'amore, cantato secondo la teoria stilnovista (di cui Camões sentì tutta la suggestione attraverso il Canzoniere del Petrarca) e neoplatonica, ma anche come smarrimento dei sensi e insopprimibile tormento. Accanto ai propri sentimenti amorosi, alle proprie contraddizioni, Camões registra, con accorato realismo e con toni pessimistici, la mutevolezza delle cose del mondo, l'affanno per la giustizia mai realizzata, il contrasto tra il merito e la sorte di ciascuno, la sua sommissione mistica a un Dio cristiano, capace di assumere su di sé i peccati dell'uomo e di promuoverne il riscatto in una dimensione pura e assoluta. Os Lusíadas, poema epico nazionale portoghese, pur essendo modellato sull'Eneide e sui poemi cavallereschi italiani, si allontana dalla tradizione cavalleresca classica perché non narra imprese fantastiche, ma il viaggio di Vasco da Gama in India e ha per fine di “ingrandire la memoria della patria” e di esaltarne la passata grandezza. Alla spiritualità fondamentalmente cristiana che pervade il poema fanno da contrappunto gli elementi della mitologia pagana, sullo sfondo di una natura lussureggiante ed esotica. Camões ha lasciato anche tre lavori teatrali (Anfitriões, Auto d'el-rei Seleuco, Filodemo), scritti in età giovanile e rimasti sconosciuti in patria per decenni. Di valore secondario rispetto all'opera poetica di Camões, preannunciano, per l'indagine psicologica e le discussioni filosofiche sulla natura dell'amore, alcuni motivi delle liriche. La commedia Anfitriões (Gli anfitrioni) è un'imitazione da Plauto; il farsesco Auto d'el-rei Seleuco trae lo spunto da un aneddoto riportato da Plutarco (ma si riferisce forse a un fatto di corte realmente accaduto) e introduce il tema del padre e del figlio rivali in amore. Pervasa da penetrante psicologismo e da palpitante umanità è la commedia romanzesco-pastorale Filodemo, che si colloca tra le migliori espressioni del teatro portoghese del Cinquecento. Rappresentata a Gôa nel 1555, riecheggia la Rubena di Gil Vicente e la Celestina di Rojas, ma per le soluzioni sceniche ricorda il migliore teatro elisabettiano inglese. § Al nome di Camões è intitolato un poema lirico (1825), in 10 canti di versi sciolti, del poeta portoghese João Baptista Almeida Garrett. Il poema, che è la prima espressione letteraria del romanticismo portoghese, narra come Camões, tornato in patria dopo i lunghi anni avventurosi trascorsi in Oriente, assista in un monastero ai funerali di Natércia, la donna amata, e come il re Sebastiano si entusiasmi alla lettura di Os Lusíadas. La fortuna del poeta sarebbe assicurata, ma il sovrano perisce ad Alcazarquivir e Camões muore in povertà.

A. J. Saraiva, Para a história du cultura em Portugal, Lisbona, 1946; F. de Figueiredo, A épica portuguesa no séc. XVI, San Paolo, 1950; J. de Sena, A poesia de Camões, Lisbona, 1951; H. Cidade, Luís de Camões, 3 voll., Coimbra, 1952-56; Houwens Post, A little known source of the Lusíadas, Groninga, 1962; G. Lanciani, Mito ed esperienza nella nomenclatura geografica dei “Lusiadi”, Milano, 1984.